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CZ. Comunali. Lomonaco (Per Catanzaro) su appello Scalzo ai candidati Sindaco

Riceviamo e publichiamo

Anche se   Salvatore Scalzo  non dice le ragioni per cui teme che il voto del 6 e 7 maggio corre il rischio di non essere libero e scevro da condizionamenti o da illegalità di vario tipo, rassicuriamo il candidato della sinistra: Sergio Abramo è d’accordo e fa sue le richieste di Salvatore Scalzo.  Ciò che invece è intollerabile è il clima che gli appelli di Scalzo vogliono creare. Vuole che un battaglione dell’esercito cali a Catanzaro, così come avviene nei paesi in debito di democrazia e in pericolo di attentati, per controllare, in assetto di guerra la regolarità del voto? E’ a questo che vuole arrivare il candidato giovane della vecchia sinistra?  Se è questo ciò che vuole, come dicevamo, di sicuro Scalzo ha sbagliato Paese e Città. Catanzaro non è né l’America del Sud, tanto meno l’Iraq. Con i suoi proclami e  le sue “paure”, Scalzo sta offendendo da settimane e da mesi il buon nome della città in cui è nato e vissuto e nella quale dice di voler ancora restare.  E offende anche l’orgoglio democratico dei catanzaresi, i lavoratori e tutta la gente perbene. Di che cosa ha paura Scalzo e di chi? Ce lo dica in modo che anche da parte nostra si possa  condividere la sua visione dei pericoli che sta correndo anche la nostra libertà. Troveremo insieme i ripari. Intanto, Scalzo, nel mentre agita lo spettro della illegalità che si celerebbe dietro il voto dei catanzaresi, le sue illegalità le commette alla grande. Prova ne sia il fatto che, in fretta e furia, il candidato della sinistra,  ha dovuto rimuovere dal rione Piterà  un manifesto in forex, largo sei metri e alto tre montato, abusivamente, su una costruzione in legno per la quale – ecco l’abuso –  Scalzo, avrebbe dovuto presentare almeno una comunicazione agli uffici del Comune del quale vorrebbe essere sindaco. Come dire che il buon giorno si vede dal mattino e che gli appelli alla legalità tanto cari a Scalzo vanno a farsi benedire e mostrano quanto essi siano strumentali e in perfetta linea con una certa cultura falsamente   legalitaria della vecchia sinistra.

Ma anche l’ex presidente della giunta regionale, Agazio Loiero che sostiene il candidato Celi  ha le sue gravissime preoccupazioni in tema di elezioni: l’esponente dell’MPA ( per capirci del partito che fa capo a Lombardo, il presidente della regione Sicilia indagato per associazione mafiosa), “respira”, a detta della stampa, addirittura “ un clima di violenza”. Ma si rende conto di quel che dice, Agazio Loiero, dall’alto del  suo empireo di intellettuale? Si rende conto fino in fondo del significato di una tale affermazione? Nel caso in cui se ne renda conto, vada a denunciare, dica, lui che talaltro è un autorevole giornalista,   cosa, quando, dove e perché, un qualsiasi accadimento, fatto o circostanza  lo hanno indotto a credere  che nella nostra città “si respira  un clima di violenza”.

E poi ora basta giocare con i fantasmi e i proclami. Celi la smetta di fare il pesce in barile.   In quanto all’UDC catanzarese, la finisca di sputare nel piatto in cui mangia, da una parte, sparando ad alzo zero sul presidente della giunta regionale e su Sergio Abramo, candidato di quello stesso centrodestra che governa la Calabria, mentre dall’altra, “tiene  al caldo” i sostanziosi e pagatissimi posti di sottogoverno quali l’ARPACAL e l’IACP.   Morale della favola: sinistra e UDC + MPA uniti, evitano il confronto sulle questioni che riguardano Catanzaro e pensano, offendendo l’intelligenza degli elettori che  i loro allarmismi e le maldicenze possano avere la forza di mandare in malora la vittoria di Sergio Abramo al primo turno. 

Noi la pensiamo diversamente. Siamo convinti che i cittadini daranno il loro voto, non a chi la spara più grossa contro l’avversario ma a  chi giudicano di essere  in grado di mettere ordine ai disastri di cinque anni di centro sinistra. Di questo, certo con l’occhio sempre vigile verso la tenuta democratica della nostra comunità, si dovrebbe parlare e discutere. Si dovrebbe dibattere , come Abramo va facendo, sui problemi gravissimi di una città lasciata allo sbando, dal centro ai quartieri. Ci si dovrebbe confrontare sulle questioni legate alla sicurezza,  divenute sempre più acute  in questo ultimo quinquennio: ecco, su tutto ciò la strana coppia Celi – Scalzo, Loiero- Amato, dovrebbero confrontare le proprie idee con quelle di Sergio Abramo.  Il problema serio, impellente, che Catanzaro ha è come rimettere in sesto il bilancio del comune, come far fronte al “buco” delle partecipate e far funzionare i servizi, levare al più presto dalle strade i cumuli maleodoranti dell’immondizia per non respirare il fetore che la sinistra ha lasciato. La questione vera, che questa nostra disastrata città ha di fronte a sé, è come riprendere il proprio cammino di capoluogo  dopo gli anni bui che  ne hanno offuscato il  futuro.           

Massimo Lomonaco
Presidente lista "Per Catanzaro"

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