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D'Attorre (PD), no ad un partito che si chiude nell'apparato.

''Da questo momento il partito sara' impegnato da subito nella ripresa dell'attivita' politica. I circoli diventeranno per me ancor piu' punto di riferimento della mia attivita' in Calabria, che proseguira'''. Lo ha detto il commissario regionale del Pd, Alfredo D'Attorre, nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato la sospensione dell'iter del congresso. ''Mi dovro' confrontare con i circoli - aggiunto - prima sul piano politico e lavoreremo affinche' maturi una spinta unitaria dal basso. Il mio obiettivo era quello di chiudere con il congresso regionale e mi faccio carico del suo non svolgimento. Non mi nascondo dietro un dito, non nascondo la mia amarezza nel non aver conseguito l'obiettivo di un congresso unitario''. ''In questi mesi - ha detto ancora D'Attorre - ho scoperto un partito vivo, un partito che c'e'. Ci sono le condizioni per riprendere un lavoro e fare della Calabria uno dei punti da cui riavviare un percorso. Non un partito che si chiude nell'apparato, ma che deve essere riconosciuto come l'unico strumento che c'e' di rinnovamento. Noi nei prossimi mesi terremo aperte le porte del nostro partito anche agli elettori''. ''Le critiche sono giuste - ha detto poi D'Attorre rivolgendosi ai giornalisti - ma confrontiamoci con un tema: cosa e' diventata la politica democratica oggi, tra un partito in cui ci sono difficolta' e divisioni e dove si fa fatica e partiti padronali, invece, dove le decisioni vengono prese nelle ville. Chiediamo alla stampa di criticarci, ma di farlo tenendo presente la democrazia che c'e' all'interno del nostro partito''.

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