Riceviamo e pubblichiamo
E’ con vivo piacere e particolare emozione che accogliamo la delegazione della Federazione Russa in visita alla nostra città .
Do il benvenuto a tutti gli autorevoli membri del Governo, del Parlamento, alle AutoritĂ militari e religiose che, con la loro presenza, hanno voluto rendere ancora piĂą importante e significativo questo momento.
L’odierna cerimonia si svolge in un momento particolare, considerato che il destino ha voluto che il nostro Paese fosse colpito da un terribile terremoto; ed è proprio alle popolazioni dell’Emilia Romagna che vorrei fosse indirizzato il nostro pensiero.
Il monumento che oggi inauguriamo contribuisce a rafforzare la consapevolezza che il terremoto rappresenta un pericolo costante come ogni altro evento della natura, dai quali ci si può difendere solo considerandoli parte della nostra esistenza.
Il ricordo degli eventi non rappresenta quindi solamente una evocazione storica, ma una indispensabile sollecitazione affinché ci si adoperi su un percorso di prevenzione consapevole.
L’ iniziativa, che oggi si concretizza, rafforza l’identità della nostra città ,  sottolinea soprattutto il senso di appartenenza a valori condivisi che rinsaldano il senso delle istituzioni e il legame tra popoli.
Un percorso storico condiviso, che ha visto insieme realtĂ diverse per ordinamenti e governo, per mentalitĂ civica e fedeltĂ politica, che, nonostante tutto, ha reso possibile la fusione di due culture, nella manifestazione di un profondo senso del dovere e della generosa solidarietĂ verso il prossimo.
L’inaugurazione del monumento ai marinai russi avviene oggi davanti a quel tratto di mare in cui, nel dicembre del 1908, all'indomani del sisma che distrusse la città , tre unità della marina russa, gettarono le ancore per prestare soccorso con i loro equipaggi alla popolazione terremotata, già dall’alba del 29 dicembre 1908.
Certamente non possiamo dimenticare che per i primi lunghi giorni furono proprio questi marinai a scavare fra le macerie, soccorrere i feriti, dare una pietosa sepoltura ai morti, assicurare la dignitĂ di una vita, seppur stentata, ai sopravvissuti.
Le migliaia di bambini, donne, anziani che ebbero conforto da questi giovani venuti da così lontano ne hanno tramandato un ricordo grato: i marinai russi non smisero neanche per un attimo di aiutare, dimentichi della fatica e del disagio che anche loro vivevano in una città devastata.
Le navi della flotta russa servirono poi per trasportare i feriti a Napoli, e consentire loro di avere cure adeguate.
I rapporti di amicizia quindi sono antichi e vanno ben al di lĂ della semplice cortesia istituzionale.
Non possiamo poi non ricordare che i Reggini condividono con la Russia e con la sua capitale, la devozione a San Giorgio, comune patrono: e proprio lo spirito del Santo cavaliere ha animato la solidarietà russa, e non stentiamo a riconoscerlo nella nobiltà d’animo dei suoi soldati che hanno aiutato i più deboli fra i deboli.
E proprio nella solidarietà , nell’ umanità , nel senso del dovere e nello spirito di sacrificio che noi vogliamo leggere il tratto distintivo di questo monumento che ci viene donato, piccolo segno di un grande ricordo, gradito omaggio di un grande popolo.
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