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RC. Terremoto Emilia. Nota dell'Ordine degli Ingegneri

Riceviamo e pubblichiamo

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Reggio Calabria parteciperà, con propri iscritti, ai sopralluoghi sui fabbricati colpiti dal sisma che si è verificato il 20 maggio scorso in Emilia Romagna e lo farà nella convinzione e nella consapevolezza che, in momenti di crisi, in ogni posto dove questa si verifichi, ognuno deve dare il suo contributo alla rinascita di quei territori.

 La richiesta di collaborazione è sta avanzata dalla Protezione Civile Nazionale, che con il coordinamento del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ha manifestato  l’urgente necessità di tecnici, altamente specializzati nel campo delle strutture, per la gestione dell’emergenza post – sisma.

Numerosi iscritti hanno già trasmesso  all’Ordine, che sta predisponendo le squadre di intervento,  la loro volontaria adesione a partecipare, così consentendo il ripetersi di  quanto già successo subito dopo il sisma dell’aprile 2009 che ha colpito la città dell’Aquila ed i suoi dintorni, in cui molti ingegneri della Provincia di Reggio Calabria hanno contribuito alle verifiche sismiche sulle abitazioni di quei luoghi.

La doverosa partecipazione alla gestione dell’emergenza deve, comunque, essere accompagnata da un’attenta riflessione sui fatti accaduti, dai quali scaturisce la conferma della fragilità del territorio nazionale  di fronte a fenomeni naturali imprevedibili, come  i terremoti.

E’ nota a tutti la possibilità che anche il nostro territorio  possa essere interessato da drammatiche calamità  ed è  altresì chiara la consapevolezza dei conseguenti disagi che queste possono causare alle popolazioni interessate, nonché dei danni economici ed ambientali.

Questa consapevolezza - che si amplifica ogni volta che si verificano tragici eventi , come è stato per il terremoto in  Abruzzo o le alluvioni in Sicilia degli anni scorsi - perde vigore subito dopo la fase di gestione dell’emergenza impedendo che tra la popolazione si formi la fondamentale  cultura della conoscenza del livello di esposizione al rischio. Allo stesso modo perde vigore l’imprescindibile necessità di sviluppare una adeguata politica di prevenzione finalizzata alla riduzione del rischio sul territorio. Infatti, se è vero che l’eventualità del verificarsi dei fenomeni calamitosi è valutabile dal punto di vista probabilistico (quindi non può essere definita con certezza), è altrettanto vero che  gli effetti sul territorio possono essere modificati ed in alcuni casi neutralizzati grazie all’applicazione delle necessarie  misure di prevenzione.

Scopo dell’ingegneria è – tra l’altro - quello di progettare la prevenzione, utilizzando anche quei metodi scientifici che consentono in paesi come il Giappone o il Cile di ridurre al minimo i danni causati da fenomeni tellurici, che sono ben più importanti di quelli che sono attesi nel nostro territorio.

Alla progettazione della prevenzione va aggiunta la necessità della pianificazione dell’emergenza, sia su micro scala, come  i piani di emergenza nelle scuole, sia su larga scala, come  i piani di protezione civile che ogni Ente locale dovrebbe realizzare ed aggiornare.

Gli Ingegneri, quindi, pur consapevoli del dovere civile e morale di essere presenti dove la loro professione e competenza consente di supportare le popolazioni in gravi difficoltà, auspicano che sempre maggiormente si sviluppino i processi di prevenzione e pianificazione,  tali da garantire la sicurezza dei cittadini, la salvaguardia dell’ambiente e l’operatività delle strutture produttive.

Ing. Francesco Foti – Consigliere Segretario - Ordine degli Ingegneri di Reggio Calabria

Ing. Francis Cirianni – Presidente - Ordine degli Ingegneri della Provincia di Reggio Calabria

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