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Dal mare smeraldo di Capo Zeffirio riemergono reperti greci o fenici, 40 anni dopo i Bronzi (foto)

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Si torna a sognare in Calabria dove miti e leggende giurano che in fondo al mare vi siano tracce sterminate delle culture e delle produzioni artistiche che hanno attraversato i millenni che abbiamo alle spalle. Questa volta (ma il forse è d’obbligo, forse sarebbe stato accertato il carico intero, o quasi, di una nave greca o fenicia. Alcuni importanti reperti sarebbero stati già recuperati e mentre i carabinieri, avvertiti dai subacquei che hanno fatto la scoperta, stanno picchettando il luogo dove si viene raccogliendo la folla dei curiosi, si continua a lavorare per meglio capire quel che c’è e di cosa esattamente si tratti.

 Il sogno-scoop è stato diffuso dalla Riviera, il sito del settimanale diretto da Pasquino Crupi ed edito da Rosario Condarcuri, alle 15,35 di oggi 20 agosto quando è apparsa la notizia che, con l’autorizzazione della Riviera, riproponiamo ai nostri lettori.

“Mentre si festeggia il quarantennale della scoperta dei Bronzi di Riace, lo Ionio si agita e, benevolmente, vomita una nuova scoperta. Una scultura in bronzo dorato, effigiante un leone, è stata ritrovata nel mare antistante il Capo Zeffirio, fra Africo e Bianco. Un pannello quadrato largo cinquanta centimetri, che sicuramente viaggiava su una nave affondata nel mare smeraldino calabrese.

Leo Morabito appassionato di immersioni e Bruno Bruzzaniti, in vacanza sulla ionica, hanno fatto la pesca miracolosa e riportato a riva il reperto dal peso considerevole, una quindicina di chili. Alla loro scoperta si è aggiunta quella ulteriore fatta da Bartolo Priolo, una intera armatura in bronzo e rame, ritrovata incastrata fra gli scogli del Capo. Tutto intorno ai ritrovamenti il fondale appare tappezzato da cocci di ceramica multicolore. Il quadro d’insieme conferma con tutta probabilità la presenza di una nave da carico, che qualche esperto interpellato ipotizza essere fenicia o greca. I ritrovamenti sono stati prontamente denunciati alle autorità competenti e si attendono i rilievi di legge che potranno dare contezza dell’importanza della scoperta. Dovessero confermarsi le ipotesi avanzate ufficiosamente dagli archeologi, e da noi raccolte, il ritrovamento avrebbe una rilevanza straordinaria. La valenza e il pregio del materiale già ritrovato denuncerebbero un carico di valore inestimabile. L’auspicio nostro, che sarà anche una nostra battaglia, è che si inizi immediatamente una campagna di ricerca e messa in custodia del tesoro che lo Ionio ci ha riportato dopo millenni, regalandocelo in una data significati, agosto, stesso mese e stessi giorni della scoperta dei Bronzi. Un grazie va dato alle persone che hanno fatto il ritrovamento, alla loro prontezza nel denunciare i fatti. Noi abbiamo avuto solo la fortuna di arrivare per primi sul posto, e dare per primi la notizia ai nostri lettori. I calabresi hanno avuto l’ulteriore fortuna di bissare il ritrovamento dei Bronzi. E noi tutti dobbiamo avere la forza di sfruttare nel miglior modo possibile questa nuova chance che il mare e i ritrovatori ci hanno regalato”.

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