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COSENZA. Parte l’anno accademico. Il rettore: siamo il campus più grande d’Italia

COSENZA. Parte l’anno accademico. Il rettore: siamo il campus più grande d’Italia

L'apertura di un nuovo anno accademico e' un appuntamento istituzionale, per alcuni versi rituale, che offre però due occasioni importanti: riflettere su quanto costruito negli anni che ci lasciamo alle spalle e condividere, in un momento di apertura e dialogo con il territorio, le prospettive di sviluppo future che abbiamo davanti". Lo ha detto il Rettore dell’Università della Calabria, Gino Mirocle Crisci, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'Anno accademico.

"La legge che ha istituito l'Universita' statale in Calabria - ha aggiunto - è del 1968 e quattro anni più tardi si avviava qui ad Arcavacata l’attività accademica. Nata per ospitare quattro Facoltà e accogliere nei suoi corsi di laurea 12 mila studenti, l’Università della Calabria e' cresciuta, in 43 anni, in numeri e strutture, estendendosi su 200 ettari di superficie. Questa Università, l'ho ripetuto piu' volte nel corso della campagna elettorale due estati fa, e' speciale. Lo e' grazie al suo Campus, il più grande d'Italia, che realizza il carattere residenziale dell'Ateneo, previsto dalla legge istitutiva del '68. La vita del campus e' una sfida ancora oggi, una sfida che abbiamo raccolto, in un contesto economico difficile e, spesso, proibitivo, mantenendo all'interno dell’università la faticosa e problematica gestione del grande patrimonio immobiliare delle residenze. Credo però che nel tempo l'Universita' della Calabria sia diventata addirittura qualcosa di molto piu' importante.

Una citta' universitaria, per dimensioni, popolazione (abbiamo circa 2 mila studenti residenti, che presto diventeranno 2.800, ed oltre 30 mila iscritti), quattro mense che presto diventeranno cinque, un centro sanitario, un grande centro sportivo, in cui vengono praticate 38 diverse discipline, un asilo, due teatri, il cui ruolo e' andato crescendo negli ultimi tempi, fino a diventare un punto di riferimento per la vita culturale delle citta' di Rende e Cosenza e un modello di gestione per l'intera regione. E ancora: il sistema bibliotecario piu' grande del Mezzogiorno, tre anfiteatri, due sale cinematografiche, che a breve andranno in funzione con il duplice scopo di servire la cittadella universitaria e tutto il comprensorio circostante. Confidiamo, inoltre, di poter attivare nuovi servizi nel prossimo futuro: un supermercato, una farmacia, un bar ristorante, numerose attivita' commerciali, che miglioreranno la qualita' della vita dei nostri studenti all'interno del Campus". "Ma l'Universita' della Calabria - ha proseguito Crisci - e' speciale anche perche' e' nata con una missione ben precisa: rappresentare il motore di sviluppo della regione. E' una missione ancora attuale? Direi di si'. Anzi, oserei affermare che solo oggi si stanno creando le condizioni per la piena realizzazione di questo obiettivo. Un traguardo che si raggiunge lavorando con impegno crescente su tre direzioni. La prima e' quella della didattica. Quando e' stato istituito, questo ateneo aveva quattro Facolta': Lettere e filosofia, Scienze matematiche, fisiche e naturali, Ingegneria e Scienze economiche e sociali, cui poi si sono aggiunte Scienze politiche e Farmacia. Nelle intenzioni dei fondatori l'Unical doveva formare tecnici con solide competenze logiche e scientifiche, e moderni umanisti in grado di aiutare la regione nella sfida dello sviluppo e di accelerare i processi democratici. La fiducia nel sapere, come leva per la crescita di un'intera societa'. Oggi l'offerta formativa dell'Unical e' molto articolata: comprende 32 lauree triennali, 38 lauree magistrali, 5 lauree magistrali a ciclo unico, masters, corsi di perfezionamento, Tfa, e via discorrendo. Il compito formativo dell'Universita' della Calabria, pero', non si fermava e non si ferma qui". "Naturalmente questo Ateneo - ha concluso - puo' fare ancora molto, su vari fronti. In questi anni abbiamo registrato un'interazione insufficiente e limitata con il territorio, ma i segnali dell'ultimo periodo ci dicono che il clima sta mutando e l'Universita' della Calabria, in sinergia con gli altri Atenei calabresi, e' pronta a mettere a disposizione tutte le proprie competenze tecniche e scientifiche".

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