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REGGIO. Sezione TAR inaugura anno giustizia amministrativa

REGGIO. Sezione TAR inaugura anno giustizia amministrativa

 

La necessita' "di promuovere interventi di adeguamento dell'impianto processuale al fine di accelerare la tempistica di definizione dei giudizi e rendere la risposta di Giustizia piu' adeguata alla realta' socio-economica del Paese" e' stata evidenziata dal presidente della sezione staccata del Tar di Reggio CALABRIA, Roberto Politi, nella relazione di apertura dell'Anno giudiziario della Giustizia amministrativa. Il presidente del Tar di Reggio ha fatto riferimento alla necessita' di "incisivi interventi sull'ordito processuale di moduli, come i 'riti abbreviati', suscettibili di contrarre i tempi del giudizio con l'obbligo di rendere con immediatezza il dispositivo, fino a pervenire alla de-collegializzazione di pronunzie idonee ad essere rese anche in sede monocratica".

Politi, in tema di riduzione dei tempi del giudizio amministrativo, ha posto "l'esigenza che il thema decidendum sia integralmente fruibile al momento in cui la causa viene portata in udienza, con l'introduzione obbligatoria di una fase istruttoria monocratica precedente la fissazione dell'udienza stessa". Il magistrato ha quindi reso noti i dati relativi all’attività giudiziaria del 2014 della sezione staccata del Tar che presiede: i ricorsi presentati, in aumento rispetto al 2013, sono stati 858, con un incremento del 12%.

"A fronte di tale crescita - ha sottolineato Politi - il consuntivo 2014 presenta un decremento dell'arretrato dei giudizi pendenti pari al 4,03%, con 718 sentenze pubblicate rispetto alle 559 del 2013. Un trend che si preannuncia positivo, tenuto conto che dal 1 gennaio al 15 febbraio di quest'anno, le sentenze gia' pubblicate sono 130. Siamo consci della doverosità di dimostrare, esemplarmente, che la definizione delle controversie va, sempre e costantemente, coniugata con l'obbligo di affermare la legalita' e con essa, i principi e le regole che garantiscono la vita di tutti noi". Tra le tipologie di ricorso depositati nell'anno 2014, spiccano gli appalti pubblici (40); gli abusi urbanistici e le violazione dei piani regolatori(49); la mancata concessione dei porto d'armi ed altre autorizzazioni di pubblica sicurezza (80); presunte violazioni sui diritti di residenza dei cittadini stranieri (41); presunte violazione della legge sul demanio(15), e sugli esami professionali per l'esercizio dell’attività di avvocato (13).

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