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Zavettieri appello Oliverio: "Ospedale Tiberio Evoli...quale futuro?"

Zavettieri appello Oliverio: "Ospedale Tiberio Evoli...quale futuro?"

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La sanità calabrese attraversa il momento peggiore di sempre! – Aspettando che la “partita romana” relativa alla nomina del nuovo commissario alla sanità si concluda con l’esito migliore per i cittadini è indispensabile che alcuni presidi nei territori maggiormente marginalizzati non vengano totalmente smantellati, semmai tenuti nella dovuta considerazione. È di queste ore la presa di posizione del Consigliere Regionale capogruppo Orlandino Greco a difesa della sanità pubblica nell’alto tirreno cosentino e degli ospedali di Trebisacce e Praia a Mare, iniziativa doverosa da parte sua ed al tempo stesso encomiabile ma che mette in risalto, ancora una volta, come la provincia di Reggio C. ed in modo esasperato l’Area Grecanica paghino (da almeno 10 anni) lo scotto di un enorme vuoto di rappresentanza politico/istituzionale. Su larga scala accade che per la prima volta la Provincia di Reggio si ritrova senza nessun presidente fra Giunta e Consiglio, con la prospettiva di avere un solo assessore in giunta, ancor di più su scala locale sia l’Area Grecanica che l’intera fascia jonica, da almeno due legislature, non riescono a fare sintesi ed eleggere un loro rappresentante. Lasciando ad altra occasione il dibattito sulle responsabilità di tale scoraggiante risultato politico e sociale, l’imperativo per tutti noi è: rimaniamo “aggrappati” alla speranza di un impegno concreto e proficuo da parte del Presidente Oliverio! Lo stesso Oliverio, infatti, a ridosso delle elezioni Primarie, incontrando amministratori e cittadini dell’area Grecanica, ha messo in evidenza come la sanità debba prima di tutto garantire i livelli minimi di assistenza e poi pensare al contenimento della spesa. A rafforzare immediatamente tali sagge affermazioni risalta l’episodio del parto d’urgenza verificatosi venerdì scorso presso l’ospedale di Melito P.S., vicenda che la dice lunga su come non sia più garantito il diritto alla salute per tutti. In quell’occasione, se alcuni coraggiosi medici ed operatori sanitari non si fossero assunti il rischio di praticare il parto in emergenza (in un ospedale dove il punto nascite risulta chiuso), assolvendo non un obbligo di legge ma un obbligo di coscienza, probabilmente la donna e la sua prole avrebbero potuto subire ben più gravi conseguenze. È deprimente venire a conoscenza che, dopo la chiusura del punto nascite, il Commissario alla sanità Pezzi (con specifica delibera di revoca) abbia provveduto a rendere fuori legge anche quei rari casi di parto in urgenza (per i quali era stato previsto uno straordinario protocollo d’intesa) che, come nel caso di venerdì u. s., si presentano ai medici del pronto soccorso. Fra gli altri provvedimenti che fanno prevedere un ulteriore declino per i servizi erogati dal nostro ospedale balza all’attenzione una recente richiesta da parte della direzione aziendale di ricollocazione in altra sede ai dirigenti medici degli ambulatori di oculistica, odontostomatologia e dermatologia.

La penosa condizione in cui versa il nosocomio “Tiberio Evoli”, inoltre, rischia di subire un colpo mortale con le riscontrate défaillances della radiologia, da imputare esclusivamente alla carenza di personale ampiamente segnalate dalla locale direzione sanitaria già dal mese di agosto. La domanda che, a questo punto, sorge spontanea è: come si può pensare in chiave positiva il mantenimento di un pronto soccorso efficace senza la radiologia?  

Giunti a questa drammatica situazione lo strumento più certo ed efficace che rimane a questo territorio, nel tentativo di far sentire la propria “voce”, è una vigorosa scossa da parte della riorganizzata Assemblea dei Sindaci dell’Area Grecanica, alla quale, avendo peraltro formalmente scritto circa tre mesi fa, al fine di proporre e chiedere soluzioni quantomeno per le emergenze, ribadisco la mia piena disponibilità, al di là della formale composizione dell’organismo, a condurre una battaglia comune a difesa dei diritti dei cittadini!

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