Direttore: Aldo Varano    

L’INTERVENTO. Una notte (soltanto?) al Museo

L’INTERVENTO. Una notte (soltanto?) al Museo
il museo
  Con gli scavi di Piazza Garibaldi e la riapertura integrale del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il passato torna alla ribalta. Il presente, dal canto suo, mette in scena le celebrazioni, le sfilate di politici ed autorità, di noi cittadini, novelli archeologi, smaniosi ed affamati di "cultura", pronti ad invadere il Museo nel giorno della prima.


Eccola, già la sentiamo, come se fosse la musica mandata  da un disco rotto, la consueta retorica, le inevitabili (rin)corse ai meriti, ”le grandi speranze”, che politici locali e nazionali  metteranno sul piatto da consumati  deejay  della fisiologica propaganda. Ma accanto alla colonna sonora, ben nota, scelta dalla politica, una moltitudine di comparse rigetta codesto ruolo, e pretende una parte da protagonista.

Siamo tutti noi, comuni cittadini, che diamo vita al nostro provino, da Piazza Garibaldi a Piazza De Nava, aspiranti Indiana Jones davanti agli scavi, per poi trasformarci in “Turisti per caso”, in (solo?) “Una Notte al Museo. Questi sono gli ingredienti che la spettacolarizzazione di determinati eventi rende inevitabile, è stato sempre così e continuerà ad esserlo.

Una vetrina funzionale non solo all’esposizione della politica, ma a tutti in generale, per dimostrare agli altri e, forse, soprattutto a se stessi, quanto si è mediaticamente (doverosa aggiunta viste le opportunità fornite dalle più disparate tecnologie) colti. Ma affinché tutto non svanisca alla fine della grancassa dell’evento, come un circo che toglie le tende, è necessario da parte delle istituzioni un impegno gravoso per valorizzare, promuovere e mettere a circuito le varie risorse ed attrazioni culturali. A monte di tutto questo, perché condizione necessaria per la sua realizzazione, la scelta delle migliori professionalità, alla luce anche delle scoperte che stanno venendo fuori da Piazza Garibaldi, affinché possano tracciare con la massima competenza le valutazioni di natura tecnica. Il passato, quindi, come sempre, non rifiuta il suo ruolo di eterno protagonista, ingombrante solo per registi miopi; il presente, invece, si accontenta di un po’ di luci e del trucco. Ed il futuro? La speranza è che non si riduca ad un cascante nastro tagliato, nè, soprattutto, alla sfilza di foto da condividere nei social per testimoniare la presenza "mondana” all'evento Museo, come se tutto si riducesse ad un qualcosa di estemporaneo, da consumare sotto i riflettori, in una logica usa e getta. Pretendere, dalla sola classe politica, un'attenzione costante ed una progettualità di ampio respiro per la Cultura, e non dare noi stessi continuità ad un percorso culturale, è ipocrita, oltre che rivelarsi un'arma spuntata ,quando potrebbe essere un pungolo costante per chi governa la cosa pubblica, e di conseguenza un bene per tutti .

Flash news