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Donne fumatrici: il triste primato è del Sud

Donne fumatrici: il triste primato è del Sud
fumatrici Fumo killer del secolo... e non finisce qui poiché il cattivo cova cancro e non solo. E noi siamo così incoscienti che - dice American society of clinical oncology ed united states preventive services task force - «lo screening c'è ma nessuno esegue l'esame raccomandato: le persone tra 55 e 80 anni che fumano o hanno fumato almeno 30 pacchetti di sigarette l'anno devono sottoporsi a screening a mezzo Tac spirale. Solo 141.260 su 7 milioni di forti fumatori ed ex fumatori Usa lo hanno fatto» (sarà comunicato, al Congresso mondiale di oncologia in corso, a Chicago).

«Screening vuoi dire - dice il prof. Francesco Schittulli, presidente Lega Tumori - diagnosi anticipata di tumore allo stato nascente, più aggredibile con efficacia e assicura anni di vita in buona salute. In Italia questa possibilità non c'è mentre altri screening programmati, vengono trascurati o non ben fatti conoscere (per esempio cancro del colon retto). La mammografia è, generalmente, seguita mentre le stesse donne continuano a fumare». Le donne che fumano in Italia - rileva ricerca Fondazione Veronesi ad AstraRicerche - sono quasi la metà e il 14% delle fumatrici continuano in gravidanza con possibili danni per madre e figlio. «Il fumo - dice la dr Giulia Veronesi - causa gran parte di carcinomi polmonari (senza fumatori sarebbero tumori rari), alle vie aeree, apparato digerente e collo dell'utero; aumenta il rischio di infarti, ictus, enfisema e bronchiti croniche. Danneggiano, fertilità, gravidanza e salute del nascituro, aumentano le probabilità di menopausa precoce e fragilità ossea». «Il fumo (attivo o passivo) - comunica l'Istituto Valenciano di Infertilità - può ritardare, fino a 12 mesi, il concepimento e compromettere il successo delle terapie di procreazione medicalmente assistita». «Diminuiscono - dice la ricerca - i fumatori totali, tra cui costantemente gli uomini. In aumento, invece, le donne. Fumano le donne mature (50 %) più delle ragazze (39 %), le donne del Sud (50%) più di quelle del Centro (45%) e del Nord (39 %); più le diplomate rispetto a chi ha titolo di studio inferiore o laurea. Più nei ceti sociali alti, meno nei medi e medio-bassi, più le donne con figli minorenni (51%). Il 10% fuma almeno 16 sigarette/giorno, tra chi non fuma, una su 3 è ex-fumatrice.

Nel Sud, le donne fumano più di 3 anni fa. Smettere? L'85 % vorrebbe, ma solo per 32 % è priorità («impresa difficile o molto difficile (40%)». I dati sul fumo che l'Iss pubblicherà saranno differenti da quelli della Ricerca - dice Cosimo Pinzi (ad. AstraRicerche) - per la diversa metodologia. «In Europa - dice Giulia Veronesi, membro del Comitato scientifico di No smoking be happy - la mortalità per tumore polmonare ha superato quella per tumore del seno ed è prima causa di morte oncologica nelle donne. Sempre più donne si presentano nei nostri ambulatori per tumore polmonare e patologie cardiovascolari correlati al fumo, spesso in fase avanzata di malattia. La ricerca è il punto di partenza per una rinnovata attività di educazione, informazione e comunicazione che focalizzi l'attenzione sul problema fumo nelle donne».

*giornalista Gazzetta del Mezzogiorno