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L’ANALISI. Lucano, Criaco e il fascino discreto delle manette

L’ANALISI. Lucano, Criaco e il fascino discreto delle manette

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UNO. Finalmente ci hanno tolto dall’incertezza arrestando Mimmo Lucano. Pensavamo di aver male interpretato tutti i segnali che, in modo univoco, spingevano verso quest’obiettivo. Invece, piaccia o no, era così. Impossibile sputtanarlo con le dicerie degli untori. Era necessario il tintinnio delle manette di fronte a cui scatta una musica dolce e suggestiva capace d’incantare molto meglio del pifferaio di Hamelin tutti quanti togliendo di mezzo ogni dubbio.

E’ un po’ curiosa la sorpresa – soprattutto in Calabria. Si può aggiungere che, involontariamente, il sottosegretario all’Interno pentastellato Carlo Sibilla, sul nostro stupore ci ride. Scrivendo per il popolo dei 5* sul blog delle Stelle Sibilla ricostruisce: "Zero fondi per Riace. Abbiamo deciso di ridurre a zero la speculazione sull'accoglienza. Per Riace non ci sono coperture e il nostro governo si è posto l'obiettivo di eliminare i finanziamenti a pioggia in tema di politiche migratorie". Queste le mie dichiarazioni rese in occasione della visita in Calabria il 6 agosto scorso. Oggi, dopo l'arresto del sindaco di Riace nell'ambito dell'operazione Xenia effettuata dalla Guardia di Finanza, sono più comprensibili" (Ansa). Insomma, Sibilla (occhio alla data) sapeva che l’arresto del sindaco era inevitabile e aveva anche tentato di mettere sulla pista giusta i calabresi: bastava meglio comprendere le sue parole che ora perfino per ingenui e sprovveduti “sono più comprensibili”.
Appena appena un po’ più cauto – è pur sempre un ministro - Salvini che, polemizzando con lo scrittore Saviano che per provocarlo lo aveva invitato a visitare Riace, dalla festa della Lega di Pinzolo (Tn), lo scorso 25 agosto, gli aveva risposto profetizzando: “Andrò a visitare le città in Calabria che fanno gli interessi degli italiani e non il business dell’immigrazione. A Riace andrò, magari con un altro sindaco”. (Repubblica, 26 ago ‘18). Notevoli due punti: 1) quello di Riace è business e, si capisce, non c’entra nulla con la solidarietà; 2) ci sarà un altro sindaco: quindi Lucano sarebbe stato presto spazzato.

Del resto, si può essere anche ingenui ma non fino al punto d’immaginare che la Rai, dopo avere speso i quattrini per la fiction  su Riace abbia, senza la “garanzia” che sarebbero scattare le manette, deciso di congelarla. Sibilla, Salvini, Rai. Uno avrebbe potuto indovinare azzeccandoci per combinazione, ma se in tre esibiscono granitiche certezze (seguo lo schema di Agata Christie) siamo di fronte a una prova: l’arresto di Lucano era noto a un bel po’ di persone.

DUE. A Mimmo Lucano viene contestato il favoreggiamento dell’immigrazione mentre il “Gip respinge contestazioni su gestione fondi per migranti” (Agi della 9,27 del 2 ottobre). Insomma, Lucano, secondo il Gip (e, si è tentati di scrivere, secondo tutti quelli che lo conoscono) non ha rubato un solo euro. Avrà fatto pasticci, sarà stato distratto, ha male interpretato (o faziosamente interpretato) le regole che riguardano gli immigrati, ma arraffa arraffa, niente. Gli investigatori (GdF coordinata dalla procura di Locri) avrebbero riscontrato “numerosi e diversificati profili relativi alla gestione dei rilevanti flussi di denaro pubblico destinati alla gestione dell'accoglienza dei migranti al cui esito sono emerse e riscontrate diffuse e gravi irregolarità". Ma per il Gip: "ferme restando le valutazioni già espresse in ordine alla tutt'altro che trasparente gestione, da parte del Comune di Riace … acclarato quindi che tutti i protagonisti (gli indagati sono oltre una ventina, ndr) dell'attività investigativa conformavano i propri comportamenti ad estrema superficialità, il diffuso malcostume emerso nel corso delle indagini non si è tradotto in alcuna delle ipotesi delittuose ipotizzate”. Insomma: per il “Gip nessuna ipotesi reati su gestione denaro” come ha efficacemente sintetizzato l’Ansa.

E' problematico immaginare reati di amministratori non finalizzati ad alcun illecito vantaggio personale e/o economico, cioè a ruberie. E pur non essendo avvocati non ci vuole molto a capire che è curioso e anomalo un reato di favoreggiamento dell’immigrazione per un sindaco che non ha organizzato barconi provenienti dall’Africa ma ha aiutato persone che s’è trovato nel suo Comune. Le Ong sono state assolte pur avendo fatto arrivare decine di migliaia di migranti e Lucano che non ha organizzato neanche un pedalò carico di migranti finisce in manette? Siamo di fronte a un reato per eccesso di solidarietà verso disperati trovati per strada. Pare difficile legittimare un favoreggiamento dell’immigrazione. Lucano non ha fatto arrivare in Italia un solo migrante, al massimo ha disinvoltamente aiutato quelli che ha incontrato qui, e non ha rubato. Il mistero dell’arresto permane.

TRE. Gioacchino Criaco è uno degli scrittori calabresi (insieme a pochi altri) a far parte del gruppo di testa della letteratura italiana contemporanea. A proposito dell’arresto di Mimmo Lucano, ha dichiarato: "Io sono amico personale di Mimmo Lucano, lo so che è nel giusto, perché viene da una nobile tradizione di disobbedienza civile. Ma bisogna dirlo, che buona parte di quelli che lo difendono sono stati per anni per le manette, senza se e senza ma".

Ha ragione o ha torto Criaco? Non è un interrogativo banale. Anzi, è diventato centrale nella storia della Calabria e del Mezzogiorno. Dall’interno del Sud, e soprattutto dalla Calabria, è stata alimentata una cultura, che s’è diffusa in tutto il paese, che ha creato un’immagine del calabrese irredimibile, comunque sempre pericoloso e colpevole fino a prova contraria. Ci troviamo oggi dentro una matassa dove sembrano non più separabili i fili che presiedono alle regole da quelli che si occupano di morale. Questa costruzione ha molti colpevoli, è stata irrobustita da intenzioni culturali e politiche diverse e spesso opposte fino ad apparire un macroscopico esempio di eterogenesi dei fini. Non lo dico contro nessuno, tantomeno contro magistrati e forze dell’ordine, ma le manette per Lucano, agli arresti domiciliari, sono anche conseguenza di tutto questo e per questo interrogano tutti.