Costruire fiducia, un passo alla volta: all’impegno di GOEL – Gruppo Cooperativo il premio Le economie della fiducia di Buone Notizie del Corriere della Sera. Nei giorni scorsi se ne é ampiamente parlato anche su queste colonne ma il punto vero di questo riconoscimento va affrontato nella luce più approfondita, politica e vera e cioè di come l’antimafia possa e debba essere condotta con serietà, senza lustrini, commedie, teatri, sfarzi, sforzi, luccichii, premi, parole roboanti, misure straordinarie e altro ancora.
Il comitato scientifico dell’inserto “Buone Notizie – L’impresa del bene” ha infatti deciso, infatti, di assegnare il riconoscimento alla comunità di GOEL, fatta di cooperative, aziende e singole persone, che dal 2003 opera per il cambiamento ed il riscatto della Calabria attraverso l’etica, l’innovazione ed una ferma opposizione alle mafie.
Dall’agricoltura biologica alla moda di fascia alta, dal turismo responsabile ai servizi sociali: sono tanti i settori in cui GOEL applica il proprio metodo, con l’obiettivo di dimostrare come l’etica non sia solo una scelta morale ma l’unica strada percorribile per uno sviluppo economico vero dei territori in cui viene praticata.
Un’etica efficace per un’economia umana che ha conquistato l’inserto del Corriere della Sera nato per raccontare l’energia, la professionalità e le soluzioni pratiche del Terzo Settore: il premio è stato assegnato nell’UniCredit Pavillon di Milano nel corso della festa per i primi 12 mesi dell’inserto che sta riscuotendo grande successo a livello nazionale.
“Questo premio, attraverso GOEL, è dedicato a tutti i Calabresi, singoli e associati, che non si arrendono” dice il presidente Vincenzo Linarello durante la cerimonia. “Ai calabresi che lottano quotidianamente, che malgrado tutto non rinunciano al sogno di una Calabria innovativa, etica e solidale, una Calabria che vuole lasciarsi alle spalle il vecchiume della ‘ndrangheta, delle massonerie deviate e della politica corrotta.”
E giustamente il Corriere della Sera, oltre al premio, ha poi dedicato due pagine del suo giornale a Goel sotto la testata “Legalità”. Sì, perché come spiega ancora Linarello, “vogliamo essere l’antindrangheta ma per fare questo dovevamo spingere la gente verso di noi. Dovevamo far capire alle persone che la ‘ndrangheta è un grande imbroglio’’.
E così Goel lavora solo con le imprese che hanno respinto le richieste di pizzo; è così che Goel utilizza le strutture confiscate ai mafiosi come l’ostello di Locri per iniziative sociali; è così che Goel ha creato un brand nell’agricoltura per sostenere le aziende che hanno subito attentati e danneggiamenti; è così che è nato il progetto “aiutamundi’’, cioè aiutiamoci in dialetto ionico-locrese. Insomma, fatti e non parole; realtà e resistenza in concretezza: cioè la vera antimafia sociale e dio solo sa quanto ci sarebbe bisogno alle nostre latitudini (ma non solo) di queste cose per “cangiari’’ (cioè cambiare, il nome dato da Goel al marchio lanciato nell’alta moda). E cangiari partendo non da Milano o da Roma ma da Gioiosa Jonica, locride, cuore della Calabria e del mondo.