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REGGIO. Le Suore Scalabriniane lasciano la città dopo 26 anni

REGGIO. Le Suore Scalabriniane lasciano la città dopo 26 anni

agostino

(rep) Nei locali della parrocchia di sant'Agostino si è svolta giorni or sono una sentita cerimonia di commiato. Suor Milva Caro, la responsabile europea delle Suore Missionarie Scalabriniane, ha comunicato la decisione irrevocabile di ritirare le sue consorelle da Reggio Calabria. Giunge così al capolinea una presenza importante nella Città metropolitana dopo ben 26 anni.

Le suore sono arrivate a Reggio nel 1992 e hanno incominciato a operare avendo come punto di riferimento la chiesa di Sant'Agostino. La scelta non è stata casuale. Sappiamo infatti che la piazza omonima nell'immaginario collettivo è il punto di riferimento dei migranti. Proprio verso questa categoria di persone è rivolta l'attenzione delle suore e dei padri scalabriniani.

Nella chiesa di Sant'Agostino infatti opera il ramo maschile dell'ordine scalabriniano, che ha in gestione la parrocchia, dove sono presenti al momento i padri Gabriele Bentoglio e Bruno Mioli. Quest'ultimo ha la responsabilità a livello diocesano della pastorale dei migranti. A lui va il merito principale di aver organizzato e coordinato i numerosi gruppi ecclesiali che rivolgono la loro attenzione verso i migranti e la cui opera preziosa è risaltata in tutta la sua evidenza durante i numerosi sbarchi al porto di Reggio.

Le suore dal canto loro hanno messo su un Centro di ascolto sempre nei locali della chiesa di Sant'Agostino, che si è estrinsecato in varie sfaccettature e che continua a operare giornalmente. Il Centro riunisce molti volontari che si impegnano nei vari settori, giusta la formazione che hanno ricevuto dagli scalabriniani. Si parte dall'accoglienza, per passare all'ascolto e all'aiuto che può essere offerto ai numerosi migranti che si fermano a Reggio. Tra le tante due sole realtà si prospettano: l'insegnamento della lingua italiana agli adulti e il doposcuola (molto affollato) ai minorenni che frequentano le scuole cittadine.

Le suore dunque lasciano. Tante domande. Si sarebbe potuto evitare questo abbandono? Quale sarà il destino del Centro? Chiude? La Chiesa reggina cosa prospetta? Regna molta incertezza. Cosa fare? Mi vien da riferire il famoso distico di Catullo, anche se si riferiva ad altro contesto: "Quare id faciam?.... Nescio, sed fieri sentio et excrucior". Ovvero: "Che fare? Non lo so, ma sento che avviene (la partenza delle suore) e sono contrariato".

Ringraziamo di cuore tutte le numerose suore che sono state in mezzo a noi e in modo particolare suor Ires, suor Clotilde, suor Lina, suor Fatima e soprattutto suor Manuela, cui tocca l'ingrato compito di chiudere l'esperienza reggina delle care suore scalabriniane. Conclusione amara. Reggio continua ad essere spogliata dei suoi beni e ad impoverirsi sempre di più.