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106, il nastro insanguinato che lega la Calabria orientale. RUSSO

106, il nastro insanguinato che lega la Calabria orientale. RUSSO
ss106 jonicadi FRANCESCO RUSSO - In Europa nel 2012, si sono avuti 55 morti nelle strade ogni milione di abitanti. In Calabria l’Istat ne ha contato 110, pari alla media europea.  

Però, se si indaga un poco più a fondo si vede che la sola 106 tra il 2009 ed il 2012 ha prodotto circa il 25% del totale dei morti della Calabria. Cioè 1 su 4 è ucciso dalla 106.
Non è necessario appesantire con altri numeri, ci sono delle ottime tesi di Laurea svolte su sicurezza e 106, ed altri lavori pregevoli svolti dal centro di competenza di Crotone, sino ai dati disaggregati Istat Aci, che arrivano a specificare cosa succede per ogni chilometro.

Il famigerato raccordo autostradale di Reggio, da solo raggiunge una media di 40 incidenti a chilometro per un anno, con una punta di 55 nel tratto di San Sperato. Per ogni 100 persone che passano ogni giorno, almeno uno, nell’ anno, è coinvolto in un incidente con feriti.

Risalendo la 106 verso Nord, si perdono le carreggiate separate e si raggiungono altri primati, in termini di incidenti al chilometro in un anno: nel tratto di Pellaro 32 incidenti, nel tratto di Condofuri Marina 20 incidenti, all’incrocio con l’Amendolea 21. Poi un continuo stillicidio: Bovalino, Ardore, Locri, Riace, Monasterace. Località di incanto, lo Jonio più blu, le più belle vacanze sognate, tutto sfregiato dall’incidente mortale in agguato.
Ancora più a Nord la situazione non cambia, nella 106 che attraversa la provincia di Cosenza si mantiene una terribile media di 6/7 morti per anno.

Che fare?

I grandi lavori infrastrutturali sono la soluzione. Ma questa soluzione è lunga da ottenere. Pur con le migliori intenzioni passano i decenni, l’A3 insegna. Ma non bisogna mollare.

Se supponiamo che nei prossimi 20 anni tutta la 106 venga completata, stiamo accettando almeno 500 morti.
Chi è d’accordo?

È obbligatorio che si ponga fine: OGGI. I 500 morti rappresentano un prezzo che la Calabria non deve pagare.

Sulle autostrade italiane, senza particolari interventi infrastrutturali aggiuntivi, con i soli dispositivi intelligenti (ITS) di controllo della velocità, il tasso di mortalità si è ridotto di circa il 75%.
Diminuzioni altrettanto valide di incidenti, anche nelle strade a carreggiata unica, sono ottenute (sempre a base di interventi con ITS) nei Paesi Europei e negli USA. L’Anas e la Polizia hanno convenzioni per la Domitiana e per l’Aurelia.
Un controllo forte telematico di tutta la 106 è una delle risposte immediate: dalle infrazioni di velocità, alle infrazioni del rosso; dai veicoli fermi in condizioni pericolose, a quelli contromano; dall’informazione sui cantieri, alle code.

I tempi: un mese per uno studio di fattibilità che riguardi tutto il sistema 106: dal rilievo dei dati, al centro di controllo, all’informazione all’utenza; un mese per la gara, un mese per il montaggio, un mese per la messa a punto. Quattro mesi per abbattere la mortalità. Poi un lavoro di fino.

I costi: tra portali e altri impianti si può stare dentro una cifra di 5 milioni ripetuta per alcuni anni, per abbattere il numero dei morti. Il costo del personale aggiuntivo di polizia e carabinieri per la gestione può essere comparato alle multe.

I pierini dicono che così si abbassa la velocità? Troppo?
Ditelo ai 500 morti, alle 500 famiglie, agli amici dei 500 candidati.
Ditelo all’impatto sull’opinione pubblica, ai turisti che non vengono più.

Al contrario, perché non essere orgogliosi di puntare in Calabria, all’obiettivo zero morti che l’UE si è dato per il 2050. Obiettivo che sembra solo per i Paesi Scandinavi. Invece la Calabria lo vuole subito. Vuole entrare in Europa dalla porta principale.
I pochi milioni sia la Stasi che Renzi, li possono trovare nel vano portaoggetti, nel portacenere ormai inutilizzato.

La Calabria ha conoscenze e competenze. La 106 può e deve diventare paradigma della sicurezza stradale: subito.
Turismo, beni culturali e ambientali devono avere uno sfondo di certezza.

La sicurezza deve essere il colore del biglietto da visita della nuova Calabria.

*docente Unimediterranea