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Fondi Ue 2007-2013: 5 obiettivi per tentare un recupero. RUSSO

Fondi Ue 2007-2013: 5 obiettivi per tentare un recupero. RUSSO

ctt      di FRANCESCO RUSSO - Leggiamo ogni mattina del ritardo di spesa delle Regioni del Sud. I giornali hanno dato la notizia che il Governo si appresterebbe a emanare un provvedimento secondo cui la partecipazione finanziaria ai programmi di Calabria, Campania e Sicilia verrà ridotta nel prossimo periodo 2014-2020 a causa della comprovata incapacità delle Regioni a spendere.

La Campania è alla fine del Governo regionale, si appresta alle elezioni e non sarà in grado di raddrizzare la situazione. La Sicilia, è all’ennesimo Governo del Presidente Crocetta, e la permanenza degli Assessori è simile a quella di un post nella pagina di facebook.

La Calabria, invece, ha un nuovo Governatore eletto con una notevole maggioranza, che lo rende libero da qualunque lacciuolo.

C’è ancora davanti tutto il 2015, in cui si può operare in modo finalizzato, sviluppando progetti coerenti agli obiettivi UE, e capaci di essere tradotti in realtà in pochi mesi. Tanto c’è da fare dopo questi anni: lavoro e disoccupazione, sanità, rifiuti, infrastrutture e servizi per trasporto e logistica, dissesto idrogeologico, beni culturali e ambientali. La Regione Calabria mentre prepara gli interventi sui grandi temi irrisolti, può realizzare interventi di immediata attuazione, che sono trasversali ai grandi temi.

Un progetto per la pedonalizzazione e ri-pedonalizzazione dei centri della Calabria.

In pochissimo la Regione potrebbe lanciare il bando, raccogliere l’interesse dei Comuni, assegnare e fare i lavori. Pochi mesi da oggi. Si tratterebbe di piccoli lavori nei Comuni virtuosi, che hanno fatto o fanno scelte di miglioramento della vivibilità urbana. Starebbero dentro i grandi centri da Reggio a Cosenza, i medi da Rossano, a Villa, i piccoli centri storici, le località turistiche.

Macrotemi interessati: lavoro, accessibilità, beni storici ed ambientali.

La Regione avrebbe subito al fianco tutti i ragazzi, l’associazionismo, il migliore ambientalismo, le scuole, i club service, i club turistici. Anche i commercianti più avveduti, perché la rete pedonale favorisce fortemente il commercio con l’istituzione pratica dei centri commerciali naturali.

Cioè un piano di intervento con soli vincenti.

Per i Comuni è semplice trovare le aliquote di cofinanziamento, bisogna riallocare le risorse spese per il riordino della viabilità urbana.

Risultati

  1. Spesa veloce ed estremamente finalizzata ai più impegnativi traguardi UE
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  3. Potenziamento delle relazioni sociali nei centri, miglioramento della qualità della vita per i residenti, formidabili possibilità per i turisti, centri commerciali naturali, accessibilità alle scuole, aumento sicurezza.
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  5. Boccata d’ossigeno per le piccole imprese locali edili, per gli artigiani del ferro, del legno, per gli impiantisti.
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  7. Riduzione disoccupazione, senza assistenzialismo.
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  9. Certezza per tutti i cittadini che si può cambiare, e che si può vedere il cambiamento
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L’obiettivo non è solo uscire dalle zone a scarso sviluppo. L’obiettivo è portare la Calabria nelle Regioni UE più avanzate.

La vivibilità urbana è uno dei temi più importanti dell’UE. La Calabria, da Sibari a Reggio, può e deve tornare ad essere una regione europea di riferimento: subito.