Direttore: Aldo Varano    

Le Poste si rinnovano: uffici chiusi e centri isolati. Qualcosa non va...

Le Poste si rinnovano: uffici chiusi e centri isolati. Qualcosa non va...

pstch     di ROSA CHILÀ -

Qualche giorno fa ho preso parte ad un interessante incontro pubblico avente come tema: “Poste SpA: quale futuro per il nostro territorio?”

Si è preso atto della decisione, ancora allo stato embrionale, di voler privatizzare una quota del capitale di Poste Italiane attualmente posseduto al 100% dallo Stato Italiano.

Per quanto ovvio, ciò garantirebbe una boccata di ossigeno alle casse del nostro Stato ed un conseguente, auspicabile quanto non certo, calo della pressione fiscale.

Nel frattempo, Poste Italiane sta dando concretezza ad un piano di rilancio ed innovazione sia in termini di servizi che di risorse umane.

Il piano, calato nell’attuale realtà sociale, può essere raffrontato solo con il decollo di una navicella spaziale.

Ben venga ogni innovamento se questo apporta dei vantaggi e, soprattutto, ritorni di servizi accessibili anche all’ultimo cittadino, se mai ve ne fosse uno.

Tuttavia, questo modo di procedere appare a dir poco inquietante considerato che si progetta e si realizza mettendo in atto la parte finale dell’intero processo ossia la chiusura, che sopraggiungerebbe naturale se rispettosa di ogni tappa, degli Uffici Postali.

“Poste” fa un enorme balzo in avanti e pare ignorare un’intera fascia di popolazione che vagherebbe per chissà quanto allo sbando.

Redige un progetto ma già si trova in alto ed in un futuro assolutamente non misurabile.

Piuttosto che prendere un treno, sia pure ad alta velocità, per giungere all’ipotetico traguardo con a bordo pochi tecnocrati equipaggiati da tanta propensione al cambiamento, la Società spicca il volo e lascia a terra il presente diretta verso un futuro che ha il sapore di spaziali mire espansionistiche incurante dei bisogni dei cittadini.

Care Poste, Esimio dr. Caio e comunque, Caro (e mi cospargo il capo di cenere) Stato Italiano, l’auspicio è che qualcuno tra di voi rimanga con i piedi per terra.

La navicella va bene ed io invidio chi vi sale ma vi prego, continuate a mantenere qualche mezzo terrestre considerato che qui le vie di comunicazioni, sia reali che virtuali, sono ancora retaggio di un passato che soffoca il presente e toglie ogni futuribile visibilità.

Al fin giungemmo a rivedere le stelle” portando però sani e salvi coloro che nulla sanno del volare.

E non è praticabile una variante al progetto che includa lo sterminio (astrattamente insito nei fatti) di una larga parte della popolazione non particolarmente acculturata verso i moderni mezzi informatici, delle fasce deboli ossia anziani ed ammalati o solo di chi non è economicamente pronto ad accogliere cambiamenti rivoluzionari.

Suvvia, in fondo si parla di lavoro, di popolo, di pari dignità sociale (Costituzione artt. 1, 2 e 3 e seguenti).