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VALENCIA. E' spagnolo il primo porto Mediterraneo

VALENCIA. E' spagnolo il primo porto Mediterraneo

Valencia   di FRANCESCO RUSSO -

Reggio come Valencia, grandi città europee nel Mediterraneo.

Conoscenza e competenza sono i due fattori che determinano oggi le possibilità occupazionali.

La conoscenza viene sviluppata principalmente nelle Università. Non sempre ciò accade per la competenza.

Per incrementare le competenze nel settore dei trasporti, è stato organizzato un viaggio di istruzione per i partecipanti al Master in Ingegneria dei Trasporti, in corso presso il Diies dell’Università di Reggio Calabria.

L’obiettivo del viaggio è Valencia perché con il suo porto costituisce il termine di paragone più importante per i container, nel Mediterraneo, e perché è una città del Sud della Spagna. Valencia è riuscita a costruire una rete di interscambi fitta e costante tra regione-porto-università-città.

Il porto di Valencia pur dovendosi confrontare con la crisi, e con il costo del lavoro dei porti della sponda Sud, ha conquistato la leadership nel Mediterraneo. Con questo dimostrando che il costo del lavoro, è certamente importante, ma non è la variabile decisiva, anche nel confronto con i porti africani.

L'Autorità Portuale di Valencia (PAV) è un ente pubblico statale incaricato della gestione di 3 porti situati lungo 80 chilometri di costa nella regione di Valencia: i porti di Sagunto, Valencia e Gandia. I tre porti sono interessati da traffici di rinfuse liquide (8%) e solide (5%), general cargo (10%) e container (77%).

Si richiama che all’Autorità Portuale di Gioia, ad oggi fanno capo 5 porti tutti situati in Calabria: Gioia Tauro; Palmi; Villa San Giovanni; Crotone; Corigliano Calabro.

Per quello che riguarda il traffico container che interessa il porto di Valencia, 140 linee di navigazione regolari gestite dalle principali compagnie di navigazione internazionali collegano il porto a 850 porti nei cinque continenti.

Valencia con 4,3 Milioni di TEU (container) è il primo porto spagnolo, il primo nel Mediterraneo e il quinto porto europeo.

Secondo le statistiche diffuse dalla PAV, la sua area estesa di influenza (raggio 2000 km) comprende 7 paesi con $ 4,4 miliardi di dollari di PIL e una popolazione di 241 milioni di abitanti.

Il Porto genera 15.000 addetti diretti.

Accanto al porto è in via di attivazione la ZAL (Zona Attività Logistiche) che si estende su circa 70 ettari.

È semplice richiamare la questione ZES (Zona Economica Speciale) a Gioia Tauro.

Il porto di Valencia sfrutta la situazione geo-strategica favorevole al centro della costa mediterranea occidentale lungo la rotta che attraversa il Canale di Suez e lo Stretto di Gibilterra.

Priorità del piano strategico PAV sono: consolidare e rafforzare la posizione internazionale, promuovere lo sviluppo economico e sociale della regione, lo sviluppo della piattaforma logistica, garantire modalità di sviluppo sostenibile.

Priorità per l’Autorità Portuale di Gioia e della Calabria devono essere: consolidamento e sviluppo del transhipment dei container, attivazione della ZES, rilancio del Gateway. E poi ancora: Sviluppo per Corigliano e Crotone; Integrazione dei porti di Reggio e di Vibo.

Il dibattito si è affievolito, ma il porto costituisce la grande speranza della Calabria. Per quanto tempo?

Chi può decidere di un Porto? Ai diversi livelli territoriali sono: l’Autorità Portuale, la Regione, il Governo. Altri decisori pubblici che hanno ruolo sono i concessionari delle reti stradali e delle reti ferroviarie che collegano il porto ai grandi mercati di produzione e di consumo; nel caso di Gioia: l’ANAS e le Ferrovie dello Stato; le Ferrovie con la loro società infrastrutturale RFI.

I decisori pubblici hanno la responsabilità e a loro si chiede conoscenza e competenza, per sviluppare la Calabria collegandola all’Europa.

Francesco Russo

Docente di Trasporti e Logistica, Università di Reggio Calabria

3 Giugno 2015