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ERGA OMNES. Tutti i nomi, le cifre e le accuse dell’indagine che ha investito la Calabria

ERGA OMNES. Tutti i nomi, le cifre e le accuse dell’indagine che ha investito la Calabria

consiglio regionale  

NOSTRO SERVIZIO - Tre ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, cinque ordinanze di divieto di dimora in Calabria, sequestro preventivo di due milioni e mezzo di euro a 27 indagati Una cifra che è l’equivalente “delle somme previste e stanziate per le attività istituzionali dei Gruppi Consiliari, ma ottenute sulla base di documentazione giustificativa falsa e, comunque, impiegate per finalità diverse da quelle istituzionali".

Sei mesi dopo la chiusura dell’inchiesta “Rimborsopoli” arrivano i provvedimenti.

I tre arrestati sono: Luigi Fedele (ora del Ncd) al tempo dei fatti capogruppo della Casa delle libertà, cioè il grosso della maggioranza del centrodestra: Nino De Gaetano, anche lui per un periodo capogruppo di un partitino della sinistra estrema da cui proviene; non arrestato perché parlamentare ma raggiunto da una richiesta d’arresto presentata al senato, Giovanni Bilardi, anche lui ora del Ncd ed ex consigliere regionale.

Quattro sono i consiglieri con divieto di dimora, cioè che non potranno abitare in Calabria. Tale pena viene solitamente irrorata perché chi la subisce viene considerato capace di inquinare le indagini o perché è ancora soggetto ad altri filoni d’indagine. Ai quattro si aggiunge l’ex autista del senatore Bilardi. Sono: Nicola Adamo (ex consigliere ed ex capogruppo del Pd), Alfonso Dattolo (ex assessore all'Urbanistica, Udc), Giovanni Nucera (Pdl), Pasquale Tripodi (ex Udc, adesso Centro democratico) e Carmelo Trapani ex collaboratore del senatore Bilardi.

L’inchiesta è partita da un’indagine finalizzata – spiega un comunicato della Procura della Repubblica di Reggio - alla verifica del corretto impiego delle somme stanziate dalla Regione Calabria per il "funzionamento dei Gruppi Consiliari Regionali che, dopo la catalogazione della copiosa documentazione di spesa acquisita, ha consentito di riscontrare le condotte illecite contestate, mediante l'esecuzione di mirati accertamenti bancari, di indagini tecniche, riscontri contabili esterni finalizzati alla verifica oggettiva e soggettiva delle operazioni documentate dai vari esponenti politici. Le diversificate attività svolte, relativamente al corretto impiego dei fondi regionali ai sensi della normativa regionale pro tempore hanno interessato la IX Legislatura ed hanno riguardato tutti i gruppi politici operanti nel triennio 2010/2012. Oltre alla non ‘idoneità’ della spesa, sono state rilevate dai Finanzieri, "irregolarità oggettive e soggettive delle prestazioni documentate ovvero casi di operazioni inesistenti. Inoltre, accurati riscontri contabili, suffragati dagli accertamenti bancari esperiti sul conto delle varie compagini politiche, hanno consentito di riscontrare diverse discrasie tra le movimentazioni ed i saldi in conto corrente dei citati Gruppi Consiliari e quanto documentato mediante la presentazione del rendiconto ‘annuale’, celando il corretto impiego per cui i fondi pubblici erano destinati. Ulteriore elemento di frode, rilevato nel corso delle indagini, è stata la doppia documentazione delle spese che, in taluni casi, ha consentito ai soggetti agenti di ottenere un duplice rimborso in danno all'Ente Regione Calabria nonché' al proprio gruppo politico di appartenenza.

L'importo complessivo delle somme oggetto di contestazione, in quanto non ritenute conferenti con le finalita' legislative afferenti il loro corretto impiego per motivi di ordine istituzionale e gestionale delle compagini politiche all'epoca dei fatti operanti in seno al Consiglio regionale della Calabria, ammontano a circa 2.491.263 euro, per le quali, come detto, veniva disposta la richiesta di sequestro per equivalente".

Questo l’elenco (decrescente) delle somme sequestrate cautelativamente perché secondo la procura non documentate secondo legge:

Antonino De Gaetano per una somma pari a € 410.588 per uno dei capi di imputazione, più € 1.254,00 per un secondo capo di imputazione

Luigi Fedele, per una somma pari a € 399.969,03

Giovanni Emanuele Bilardi, per una somma pari a € 357.655,96

Nicola Adamo per una somma pari a € 278.856,1

Pasquale Maria Tripodi, per una somma (totale di 186.291; ndr) pari a € 161.091,82 per uno dei capi di imputazione, più altri € 25.200 per un secondo reato contestato

Alfonso Dattolo, per una somma pari a 185.169,34

Alfonsino Grillo, per una somma pari a € 95.100

Mario Maiolo,per una somma pari a € 88.963,25

Vincenzo Antonio Ciconte, per una somma (totale 69,507, ndr) pari a 10.709,00 per uno dei capi di imputazione, più € 41.251,28 per un secondo reato contestato, più € 17.550,00 per un terzo reato

Mario Franchino, per una somma pari a € 47.020,83

Francesco Sulla, per una somma pari a € 42.108,19

Ferdinando Aiello, per una somma (totale 40.709; ndr) pari a 3.680,08, più € 20.489,15 per un secondo reato contestato, più € 16.540,76 per un terzo reato contestato

Pietro Aiello, per una somma pari a € 37.160,04

Sandro Principe, per una somma pari a € 35.087, 19

Giovanni Nucera, per una somma pari a 34.777,99

Agazio Loiero, per una somma (totale 29.527; ndr) pari a € 15.625,45, per uno dei capi di imputazione, più € 13.902, per un secondo capo di imputazione

Carlo Guccione, per una somma pari a € 27.186,07

Emilio De Masi, per una somma pari a € 20.694,55

Claudio Parente, per una somma pari a € 14.543,07

Pietro Amato, per una somma pari a € 13.836,23

Pietro Amato, per una somma pari a € 13.836,23

Domenico Talarico, per una somma pari a € 13.175,08

Gianluca Gallo, per una somma pari a 12.477,64

Antonio Scalzo, per una somma pari a € 11.193,54

Bruno Censore, per una somma pari a € 10.173,86

Demetrio Battaglia, per una somma pari a € 8.761,75

Salvatore Magarò, per una somma pari a € 6.610

"L'operazione di oggi- spiega il procuratore capo della Dda, Federico Cafiero de Raho- riguarda i contributi regionali per le spese istituzionali, che nel caso di alcuni gruppi sono risultati utilizzati per spese meramente personali. L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa per reati di falsità ideologica e peculato e falso in atto pubblico. In materia di contributi ai gruppi regionali sono state sviluppate indagini in tutta Italia, ma qui sono stati svolti accertamenti talmente approfonditi che si è stati in grado di risalire a ciascuna posta, a ciascuna dichiarazione. Il documento di quasi mille pagine è il compendio di un'indagine a 360 gradi che ha incluso anche intercettazioni telefoniche e ambientali, video riprese e accertamenti bancari".

"L'operazione - ha concluso de Raho- si chiama 'Erga omnes' perché' gli accertamenti hanno riguardato tutti i gruppi e tutti i personaggi coinvolti, non a caso sono 27 gli indagati nei confronti dei quali è stato disposto un sequestro beni. Si tratta di un provvedimento per equivalente, è stato cioè chiesto in misura eguale alle spese non giustificabili accertate".