Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Casa Eutòpia,il luogo bello della speranza

REGGIO. Casa Eutòpia,il luogo bello della speranza

frfll   di IDA NUCERA -

“Eutòpia” da non confondere con utopia che dice dell’isola non c’è. E’ il luogo bello, possibile e concreto che nasce nella realtà cittadina ad opera di alcuni sognatori, i quali credono sia possibile nel buio accendere delle luci. Esse donano consistenza alla speranza che una notizia altra possa essere annunciata, una testimonianza diversa possa essere incarnata, una solidarietà nuova praticata.

“Casa Eutòpia” si trova a metà di una ripida salita che da via Reggio Campi sale verso la chiesetta di “Pepi”, una zona di Reggio dove ancora i vicoletti si intrecciano a casette basse dando l’idea di paese. La casa della famiglia Gerardis, come tutte le case ha una sua storia, una data di nascita, il 1939, ha visto nascere bambini, diventare adulti, prendere la propria strada. E’ rimasta silenziosa e vuota, quando gli anziani sono mancati. Potrebbe essere un luogo da custodire gelosamente, invece si apre con il gesto di gratuità del presidente del Tribunale, dott. Luciano Gerardis e della sua famiglia, che la offrono alla Compagnia di Gesù per condividere un sogno.

Il gesto, vissuto con pudore, perché: “quando si intende fare del bene, spiega il dott. Gerardis, e si vuole donare qualcosa con gratuità, il gesto è riservato e privato…”. Ma il naturale riserbo è spiazzato da un’affettuosa onda anomala che ha inteso dare il giusto risalto all’inaugurazione, invitando le istituzioni e tutti coloro che a titolo diverso, avranno a che fare con “Eutòpia”.

“Sarà un luogo - segno al servizio del bene comune, spiega il superiore dei Gesuiti uscente, p.Giovanni Ladiana, che passa il testimone a p. Vincenzo Toscano. Il senso della missione dei Gesuiti in città è reso chiaro dal prov.le p. Claudio Barretta, che sottolinea l’importanza di un’appartenenza forte, come religiosi, ad un “corpo” che pur riconoscendo le sue “fragilità”, è spinto a camminare da motivazioni forti, che possono riassumersi “nell’ascolto” degli umani affanni” che, con discernimento “è decifrato alla luce della speranza”. La presenza in città della comunità dei gesuiti non avrebbe senso senza il suo “starci nella carne”. Compito arduo ma specifico di un carisma, tanto più oggi che le problematiche non sono solo quelle difficili che viviamo in città, ma quanto più complesse e drammatiche tanto più allarghiamo lo sguardo al contesto globale.

La casa di “Eutòpia” è il luogo in cui, nel segno della “gratuità e della totale indipendenza da ogni forma di appartenenza”, troveranno sede alcune realtà associative reggine che si occupano a vario titolo del bene comune, sia che si tratti della “promozione dei diritti e della partecipazione attiva della cittadinanza, della cultura, di economia alternativa, della lotta di liberazione dalla ‘ndrangheta”.

Ricordiamo queste interessanti realtà che al momento hanno sede a Casa Eutòpia: il movimento ReggioNonTace, il movimento NO al carbone, il progetto Civitas, C.Stof (Centro di sostegno territoriale Oncologico femminile), Microdànisma, il centro d’ascolto anti-usura, la MAG delle Calabrie, i produttori agricoli di Calabria solidale, I Mattanza, l’Orchestra Giovanile dello Stretto V.Leotta. Saranno seme e fermento e favoriranno la possibilità in città di incontrarsi, confrontarsi, comunicare con libertà, creando relazioni dialoganti che siano da humus per futuri orizzonti possibili.