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IL FATTO Q. Rivelazioni sconvolgenti sul potere italiano dall’indagine reggina Breakfast

IL FATTO Q. Rivelazioni sconvolgenti sul potere italiano dall’indagine reggina Breakfast

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- E’ un vero e proprio terremoto politico e giudiziario quello che il Fatto quotidiano promette di dipanare a puntate davanti agli italiani degli italiani nei prossimi giorni.

I giornalisti di Padellaro e Travaglio sostengono di aver messo le mani sulle intercettazioni telefoniche allegate ad una delle più delicate inchieste reggine del Pm Giuseppe Lombardo, coordinata da procuratore De Rhao: Breakfast. Da lì sarebbero zampillate vicende tanto oscure quanto inquietanti su mondi e affari in cui compaiono i nomi di Maroni, Bossi, Berlusconi, Salini (ad di Impregilo che telefona “per fottere” lo Stato tentando di farsi dare un miliardo per le penali dovute alla mancata costruzione del Ponte sullo Stretto.

Le telefonate sarebbero quelle fatte a Isabella Votino, segretaria e portavoce di fiducia di Maroni, anche, soprattutto, al tempo in cui fu ministro dell’Interno.

Tra i nomi che ballano quello dell’avvocato Domenico Aiello, ma anche Belsito (il cassiere calabrese della Lega sotto processo). Ma si apprenderebbe anche come furono scelti i super manager strapagati coi soldi pubblici che dovrà nominare la ministra Federica Giudi nel 2014.

Maneggi, raccomandazioni, pressioni, ricatti, accordi inconfessabili in pubblico.

Scrive Marco Lillo, il giornalista che ha curato l’indagine:

A chi ha chiesto una mano per agguantare la poltrona di prefetto di Milano nel 2013 Francesco Paolo Tronca? Secondo Isabella Votino, la storica portavoce di Roberto Maroni, il prefetto si sarebbe raccomandato a lei e al potere leghista. Non è l`unica questione che emerge dalle intercettazioni telefoniche di un`indagine della Procura di Reggio Calabria che oggi sveliamo. Qual è l`imprenditore che Silvio Berlusconi sponsorizza peri lavori della Città della Salute a due passi da Milano in occasione di Expo? E come ricatta Maroni per ottenere l`alleanza alla vigilia delle elezioni che determineranno l`attuale equilibrio politico italiano e lombardo?”.

E come se già non fosse a sufficienza il giornalista continua:

“Con quali parole l`ex premier minaccia di sguinzagliare i giornali di destra alla stregua di pit bull per indurre a più miti consigli l`alleato riottoso? Come si sono accordati Berlusconi e Maroni per convincere Umberto Bossi a mettersi da parte in silenzio?”.

Un clima da diffuso ricatto ambientale che è solo il preambolo del terremoto che viene promesso. Aggiunge Marco Lillo:

“Come fa l`amministratore delegato della maggiore impresa di costruzioni italiana, Pietro Salini di Impregilo, a tentare di "fottere" lo Stato (a partire dal presidente della Repubblica) con la complicità della portavoce dell`alloro segretario della Lega, Isabella Votino, per ottenere il pagamento delle penali per un miliardo di euro della mancata costruzione del Ponte sullo Stretto? Come fa il presidente del Coni Giovanni Malagò a proporre alla Lega un`alleanza tra padani e generone romano? Con quali parole vanta le potenzialità di una macchina di consenso con milioni di tesserati per ottenere un voto utile a sbaragliare il rivale Raffaele Pagnozzi?

E quali trattative ci sono tra Matteo Salvini e i vecchi leghisti dietro al patto del febbraio 2013 tra il nuovo segretario federale del Carroccio e Bossi? Perché la Lega ha evitato di costituirsi parte civile contro l`ex tesoriere Francesco Belsito nei processi per le ruberie dalle casse del partito?”.

E qui si apre una pagina dura e delicata che, a dire del Fatto, coinvolge magistrati rigorosi e quelli che rigorosi non sono:

Come rispondono – si chiede il giornalista - i vari procuratori interessati dalle manovre dell`avvocato Domenico Aiello quando il legale dei leghisti chiede con tono perentorio informazioni e audizioni? Perché un procuratore "duro e puro" chiude ogni comunicazione con parole secche mentre altri Pm lasciano le porte aperte e qualcun altro chiede all`avvocato della Lega un favore? Infine, come sì decidono le nomine dei commissari strapagati delle grandi aziende in crisi firmate dal ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi nel 20l4?”.

Ma il Fatto promette: “E tanto altro ancora. A partire da oggi, per molti giorni, Il Fatto Quotidiano pubblicherà le intercettazioni telefoniche e ambientali dell`indagine Breakfast della Procura di Reggio Calabria, condotte dal Centro operativo della Direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria sotto il coordinamento del pm Giuseppe Lombardo e del procuratore capo Federico Cafiero De Raho. L`indagine va avanti in gran segreto da tempo. Tanto segreto. Troppo tempo”.

E dopo aver piazzato una conclusione tanto inquietante che suggerisce l’ipotesi di manovre per nascondere tutto, avverte:

Probabilmente le intercettazioni nei confronti dell`avvocato Aiello (attivate nel 2012 per appurare i suoi rapporti con il consulente legale Bruno Mafrici che era indagato) e sulla portavoce di Maroni Isabella Votino non porteranno a nulla. A prescindere dalla rilevanza penale, quelle conversazioni devono essere pubblicate perché i fatti che svelano sono di rilievo pubblico. La sensazione anzi è che qualcuno abbia messo un coperchio su un pentolone pieno di storie imbarazzanti per i poteri dello Stato. Il Fatto – è la conclusione - ha visionato le telefonate e ha deciso di far conoscere all`opinione pubblica come funziona dietro le quinte il potere sull`asse Roma-Milano”.