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LOCRIDE. A Mammola tra fuoco e viltà. Daniela: Non è terra per gente onesta e perbene

LOCRIDE. A Mammola tra fuoco e viltà. Daniela: Non è terra per gente onesta e perbene

    di SIMONA MUSCO

- Una notte di fuoco e viltà. Ancora una volta nella Locride, ancora una volta a Mammola e, ancora una volta, ai danni della famiglia Larosa. È un risveglio terribile quello del paese del Chiaro, colpito da una serie di attentati incendiari mentre la gente per bene dormiva assorta.

Coperti dal buio, i criminali hanno colpito la gelateria pasticceria “Paradise”, di proprietà della famiglia Pisano, poi il ristorante pizzeria “La Taverna del Borgo” ed infine l’abitazione della famiglia Larosa, più volte oggetto, in passato, di intimidazioni. Il portone risalente al XIX secolo di Palazzo Piccolo è stato distrutto dal fuoco, che si è propagato all’interno della casa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Mammola e il nucleo investigativo di Roccella Jonica.

mammola1Ma Daniela Larosa, che più volte ha invitato la sua comunità a reagire contro i soprusi e la vigliaccheria della ‘ndrangheta, ora chiede e pretende giustizia. «La prima volta (gennaio 2015, ndr) io solo per un caso non ero dietro le finestre alle quali hanno sparato. In aprile sempre del 2015 hanno dato fuoco al mio negozio e alla mia auto. Dopo pochi giorni, a maggio del 2015, hanno dato fuoco alla parte dell'auto che era rimasta integra (hanno preceduto di qualche ora il carro attrezzi). Questa notte hanno ancora dato fuoco al portone di casa e le fiamme stavano propagandosi oltre. A casa si soffocava, a fatica riuscivo a parlare per chiamare forze dell'ordine e vigili del fuoco – commenta la donna -. Anche questa volta io e la famiglia siamo salvi, solo perché mi sono accorta di quel che stava avvenendo. Questa non è terra per gente onesta e perbene. Ma io questa volta pretendo giustizia».

Mammola è stata presa di mira, vandalizzata. I criminali hanno danneggiato l'illuminazione pubblica, oscurando parte del viale, forse per poter agire indisturbati e illuminare la notte con le fiamme, gesto di prevaricazione e cattiveria. Le fiamme, diventate elemento simbolico di una Locride che negli ultimi mesi si è vista più volte violentare dal fuoco, reagendo con marce di protesta e appelli alle istituzioni che, passato il clamore, sono rimaste a guardare.

Ed ora che si avvicina la missione della commissione parlamentare antimafia in Calabria, c’è chi chiede di accendere i fari anche sulla cittadina del Torbido, per capire quanto accade. Perché tali gesti devono avere una spiegazione.

«Tanto rumore per nulla – continua Larosa sulla propria pagina Facebook - L'estate scorsa forze dell'ordine da tutti i luoghi e in ogni dove per le vie di Mammola, addirittura elicotteri! La cittadinanza onesta, commercianti compresi, si chiedevano il motivo. A cosa ha portato tutto questo? A nulla! La verità è che per quel che stiamo subendo non sta pagando nessuno. Sappiamo bene come funziona l'ingiustizia in Italia! Le indagini non possono andare a rilento quando le persone potrebbero perdere la vita».

mammola3  Tanti gli attestati di solidarietà, a partire dall’assessore regionale al lavoro, Federica Roccisano. «Dopo i fatti di Mammola di questa notte è doveroso dimostrare la propria vicinanza alla cittadinanza mammolese, alle vittime dirette come i proprietari della Gelateria Paradise, del ristorante La Taverna del Borgo e soprattutto a Daniela, vittima per l'ennesima volta di questi gesti – ha affermato l’assessore -. Ma questa volta, alla luce di un tale accanimento su una persona come Daniela, ma anche su tutta la comunità di Mammola, non possiamo fermarci alla solidarietà. Dobbiamo chiedere e chiedere tanto. Chiedere a chi di dovere di lavorare per colpire quei vigliacchi che hanno compiuto i gesti della scorsa notte. Ma oggi mi sento anche in obbligo di chiedere alle famiglie tutte e a tutte le scuole della Locride di non arrendersi e di continuare a dare ai giovani e giovanissimi messaggi di speranza e di rivalsa anche in questa terra. Facciamo tutti in modo di non smettere mai di schifarci di fronte a questi eventi, di inorridirci nel vedere le fiamme invadere qualcosa di nostro, di non abituarci mai come si fa vedendo le foglie cadere in autunno o le rondini arrivare in primavera. Vedere le macchine o i locali che bruciano non è naturale, non sta nell'ordine naturale delle cose, non lo è in Calabria non lo è neanche nella Locride. Continuiamo a crederci».