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DIBATTITO/Z. I risultati (parziali) del referendum in Calabria e la vittoria di Oliverio

DIBATTITO/Z. I risultati (parziali) del referendum in Calabria e la vittoria di Oliverio

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    - Di solito nelle graduatorie in Calabria siamo ultimi. Ma questa volta abbiamo raggiunto alle 19 il 18,15% e quindi abbiamo superato Napoli e la Campania che si sono fermati al 17,56%. Insomma, penultimi in Italia.

Il risultato, come spesso accade quando c’è di mezzo la politica, può essere letto anche al contrario. In questo caso: la Campania, è prima; la Calabria, seconda a un’incollatura dal vincitore.

E’ un risultato buono o cattivo per la Calabria? E’ questa l’unica domanda giusta e non ipocrita dato che dei contenuti del referendum non se ne sono occupati né quelli del Sì, né quelli del No, e figuriamoci quelli dell’astensione.

A voler fare un po’ di propaganda politica i sostenitori del Sì potranno osservare che il Governatore Oliverio esce sconfitto. Quindi, quelli del Sì (Fi, M5s e più in generale cdx) possono rimarcare che Oliverio, che ha votato Sì è stato sconfitto; diversamente da loro che hanno votato sì e sono stati vincenti in quanto Oliverio ha perso. E’ evidente, a rileggere il precedete periodo, che qualcosa non funziona.

Infatti, se si passa dalla propaganda a una prima valutazione politica si scopre che forse è andata in un altro modo. Oliverio, oltre ad essere uno dei promotori del referendum fa anche ufficialmente parte della minoranza Dem che s’è schierata con energia per il Sì. Quindi, per Oliverio addirittura una doppia sconfitta? Se si guarda ancora meglio, si scopre che le cose sono più complicate ancora.

La giunta regionale calabrese non ha brillato per l’impegno profuso nella raccolta dei Sì. Oliverio ha detto che sarebbe andato a votare solo negli ultimi giorni e quando la pressione dei suoi avversari politici avrebbe potuto rischiare di tracimare mettendolo in imbarazzo con la sua stessa corrente. Perché una cosa è scegliere di passare coi renziani, un’altra è essere costretto a farlo perché incalzato dal Cdx.

Un capolavoro sembra poi la scelta oliveriana di andare a votare di pomeriggio spezzando l’antica abitudine dei vecchi comunisti (la storia da cui viene Oliverio) di votare prima possibile, di prima mattina, in modo che se accade qualcosa il voto “è dentro”. Prendersela comoda, di primo pomeriggio quando ai seggi non c’è nessuno, pare una scelta strategica.

Insomma, Oliverio vince restando fedele alla minoranza Dem e vince perché non solo non scontenta Renzi ma gli porta uno dei più bei risultati d’Italia, cosa di cui il premier dovrà pur tenere conto. In più neanche una critica dall'universo che ha votato senza se e senza ma. Una botta e tre vittorie.

Del resto, se si vuol capire come sono andate veramente le cose non è difficile. Basta fare l’elenco delle iniziative pro referendum a cui hanno partecipato Oliverio e le donne e gli uomini della sua Giunta e poi aggiungere, con una piccola inchiesta, il conto di quanti collaboratori del Governatore e di quanti assessori  sono andati a votare (naturalmente, di prima mattina).

E naturalmente ci si può sbagliare, ma non ricordiamo marce e bandiere spiegate per avvolgere e conservare le trivelle.