Direttore: Aldo Varano    

CHI HA PAURA DI ZOOMsud?

CHI HA PAURA DI ZOOMsud?

foto hack

UNO. Abbiamo deciso di tornare online nonostante l’attacco informatico contro zoomsud continui col rimbalzo, cioè da indirizzi stranieri probabilmente sollecitati da affiliati italiani (calabresi?) del gruppo hacker che punta a oscurarci definitivamente.

Non sappiamo se il lavoro fatto in questi giorni reggerà ai nuovi attacchi di AnonPlus, i fanatici specialisti d’informatica di altissimo livello tecnico (in passato hanno violato siti e archivi di grandi potenze).

Ancora questa notte siamo stati bombardati, soprattutto dalla Norvegia e dalla Lituania. Puntano a “bucare” il nostro sistema. Ma non ci sono riusciti. Nei giorni abbiamo fronteggiato attacchi dagli Usa (Palo Alto in California, soprattutto), Moldavia, Cina, Brasile, Vietnam ed altri paesi ancora).

Il nostro provider per i servizi web c’ha confermato la dinamica. A abbiamo raccolto alcuni indirizzi Ip che forniremo alla Polizia postale dove presenteremo denuncia.

Insomma, Zoomsud è rimasto chiuso per circa 72 ore contro la volontà del suo direttore, di chi ci scrive e collabora. Torna online grazie al sacrificio personale e all’impegno del gruppo grafico e informatico del nostro giornale che ha lavorato senza interruzioni per ridurre l’assenza.

DUE. AnonPlus è un gruppo del terrorismo mediatico internazionale. Dice che ha l’obiettivo di “restituire al popolo la sovranità”. Intanto, prova a toglierla a Zoomsud. Dice al punto 2 il loro delirante documento che il gruppo: “combatte i soprusi, le iniquità, le corruzioni, le manipolazioni, le religioni (pl, ndr) e quant’altro messo in atto dal governi politici, religioni e gruppi di potere finanziario a discapito del popolo” (vi risparmiamo gli errori perché non sappiamo se sono parte di una sequenza per veicolare virus). Per questi motivi (punto 4): “mette offline siti (ma noi siamo un giornale, ndr) che contribuiscono attivamente al controllo delle masse da parte dei corrotti, che manipolando informazioni e opinioni creano false realtà”. Questa sarebbe quindi la nostra foto: giudicate voi.

TRE. Zoomsud è un piccolo giornale, tenuto in piedi dal sacrificio personale di quanti attorno ad esso s’impegnano e si divertono. Ma i terroristi mediatici di AnonPlus hanno ragione a prendersela  con noi. Siamo pericolosi. Al di là delle notizie (le pubblichiamo tutte per l’assunto che non sono nostre ma dei lettori) promuoviamo discussioni e dibattiti mettendo a confronto sensibilità, opinioni, giudizi e ipotesi diversi, talvolta perfino opposti. Non scodelliamo mai verità prendere o lasciare. AntonPlus non può che giudicare intollerabile lo scandalo del confronto e il peccato della discussione. Niente è più pericoloso di chi si fa domande e cerca risposte oltre la mistificazione della muffa dell’ideologismo e del fanatismo settario.

Cercheremo di capire meglio perché i terroristi hanno scelto zoomsud. Certo, la discussione libera, rispettosa delle posizioni degli altri, mai volgare e/o offensiva, sempre determinata, incastonata sulla potenza (e il rischio) del ragionamento e della verifica, i fanatici non possono tollerare. Loro si sentono tranquilli solo rifugiandosi nel “senza se e senza ma”, forma contemporanea della sempre riemergente barbarie dell’ipse dixit.

Ci dispiace per loro. Continueremo ad avere dubbi, a interrogarci, a cercare di capire meglio. Il sangue non è acqua e noi il sangue ce l’abbiamo così.

E’ grave, e lo diremo alla Giustizia, che si sia interrotto il libero esercizio di un giornale registrato in un Tribunale della Repubblica e diretto da un giornalista iscritto all’albo come previsto dalle leggi italiane. AntonPlus è internazionale ma è altamente probabile che si muova su input non lontani dagli obiettivi da colpire. Non abbiamo nessuna certezza e quindi non possiamo lanciare accuse. Ma siamo curiosi per professione: ci piacerebbe sapere come stanno le cose.

QUATTRO. Non stiamo gridando al bavaglio perché non riusciranno a mettercelo. Se è questo l’obiettivo perdono tempo, come e più dei cretini che cercano di fare una cosa intelligente. Non siamo speciali o i più bravi della classe. Se ne facciano tutti, e in tutti gli ambienti, una ragione: la stampa, il suo insieme, non potrà mai venire imbavagliato. Si fa imbavagliare chi vuole ma il tentativo di imbavagliarci tutti, perfino in una terra difficile come la Calabria, è l’illusione di un impasto tra arroganza e ignoranza. Giornali e giornalisti sono oggetti strani. Te ne puoi comprare alcuni, anche parecchi. Ma imbavagliarli o comprarteli tutti non è possibile.

Non poniamo nessun problema di difesa della nostra testata: ci sappiamo difendere da soli e ci aiuteranno i nostri lettori che in queste ore sono passati in massa dall’esercizio della critica (anche verso zoomsud) al calore della stima e dell’affetto; li ringrazio uno per uno.

Chiediamo, invece, attenzione alla magistratura, alle istituzioni, all’intero sistema mediatico. Una cosa sono le diversità, le divergenze e gli scazzi tra i giornali e i giornalisti; i conflitti politici, culturali e di opinione. Spesso, e giustamente, aspri. Altra cosa è l’attacco alla libertà della stampa che è questione diretta e personale, bene prezioso di ogni singolo cittadino, quale che sia il lavoro che fa, e strumento vitale per lo sviluppo della nostra comunità. Un bene che va tutelato con attenzione, da tutti e senza eccezione alcuna. E noi, in questo quadro, continueremo a fare la nostra parte.

P.S. La grafica del nostro nuovo giornale, nelle poche ore che è stato visibile, è stata molto apprezzata. Voi, per esigenze tecniche connesse all’attacco, vedrete alcune imperfezioni che presto, se tutto andrà come deve, spariranno. Gli articoli sono un po’ arretrati. Ma rapidamente tornerà tutto a posto. Buona lettura e aiutateci con le vostre critiche a fare ancor meglio.