REGGIO. Aeroporto dello Stretto, la proposta di Liotta

REGGIO. Aeroporto dello Stretto, la proposta di Liotta
astretto  L’Aeroporto dello stretto è stato l’oggetto della conferenza tenuta dal dott. Nino Liotta che alla presenza delle autorità competenti, di cittadini e giornalisti, ha illustrato la sua idea di progetto per lo sviluppo della viabilità aerea. “Ho un sogno- asserisce Liotta-  che deve diventare collettivo; l’Area dello Stretto è una risorsa, Messina e Reggio Calabria separate dal mare sono periferie della Sicilia e della Calabria, ma se unite attraverso questa distesa d’acqua possono diventare aree metropolitane al centro dell’Europa con un’infinità di opportunità”.

Il progetto di Liotta pone delle soluzioni anche sul piano tecnico: consiste nella realizzazione a Messina -nell’area della stazione del porto- di un terminal aereoportuale (con specifico codice IATA) collegato direttamente al Tito Minniti.

La creazione del terminal darebbe ai cittadini Messinesi la consapevolezza di vivere il proprio aeroporto senza doversi recare a Catania. Nel caso in cui Reggio e Messina venissero collegate più di 500 mila abitanti usufruirebbero di tale trasporto.

L’idea è stata spiegata anche nei suoi dettagli tecnici. Prevede la realizzazione concreta dell’aeroporto dello stretto con check-in e controlli di sicurezza direttamente nel terminal di Messina, transfer e imbarco sull’aeromobile in 15 minuti con bagaglio direttamente a bordo. La realizzazione di tale progetto fornirà un incremento dei passeggeri. Anche dal punto di vista delle sane politiche di gestione, le società non mancheranno a proporsi perché troveranno mercato; inoltre risulteranno importanti le collaborazioni con i vicini aeroporti di Catania e Lamezia.

Insomma un progetto studiato nei minimi dettagli che può trovare attuazione concreta anche per la vera e propria soluzione tecnica. Infatti, ha spiegato Liotta, il mezzo che dovrebbe unire Reggio Calabria e Messina è l’HOVERCRAFT, un mezzo anfibio che non è una barca, ma un aeromobile di fatto. Ha grandi capacità di carico e di manovra, ed è totalmente indifferente alle superfici; un mezzo che oggi ha dei costi di gestione e manutenzione bassissimi e che attraverserebbe lo Stretto in 10 minuti. Il passeggero, dopo aver fatto i relativi controlli di sicurezza doganali e imbarco, arriverebbe sottobordo a Reggio con in mano una carta di imbarco. “Ho parlato di ZME (Il codice del terminale siculo) ha spiegato Liotta, perché il passeggero che va a Messina verrà tagliandato per l’aeroporto di Messina.”

Inoltre nel caso in cui dovessero sorgere dei problemi nelle operazioni di check-in a Messina, i passeggeri si imbarcherebbero regolarmente sull’hovercraft senza far nulla. Il mezzo arrivato a Reggio entrerebbe direttamente in un’area Terminal 2 e i passeggeri andrebbero a fare i controlli al Terminal 1. Cioè non si avrà più ZME, ma semplicemente il Terminal 2.

Un’idea di progetto che Liotta meditava da molti anni. Sul finire della conferenza tante sono state le considerazioni che hanno supportato positivamente il progetto. Tutte riflessioni orientate verso l’obbiettivo comune di considerare l’aeroporto come risorsa di sviluppo. Per la prima volta anche l’amministrazione di Messina è stata coinvolta nelle decisioni e nei pareri al fine di una collaborazione sinergica.

Una proposta interessante, che potrebbe diventare volano per lo sviluppo dei trasporti locali, da sempre asfittici rispetto alle necessità del territorio.