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LE RECENSIONI di MARIA FRANCO. Il figlio prediletto di Angela Nanetti

LE RECENSIONI di MARIA FRANCO. Il figlio prediletto di Angela Nanetti
nanetti Il 22 giugno del 1970 – tre giorni dopo un’indimenticabile notte d’amore col suo compagno di squadra Antonio, violentemente interrotta da una squadraccia di sgherri inviata dal fratello Santino – Nunzio Lo Cascio, giovane promessa del calcio, lascia la Calabria. La famiglia, che vuole soffocare lo scandalo d’un amore omosessuale, lo costringe a espatriare a Londra.

Dieci anni dopo, anche la nipote Annina, scappando dalla vita scelta per lei dal padre Santino, raggiunge Londra. Alla ricerca di una vita libera e piena, che la Calabria non le consente, Annina finisce anche col ricostruire pezzi della vita dello zio Nunzio, morto quando lei era bambina, e a completare i tasselli di un ritratto di famiglia cui non vorrebbe appartenere.

Un nonno, gli zii e un padre ‘ndranghetisti, rozzi e violenti, e una madre sensibile e desiderosa per la figlia di una vita diversa, ma debole e incapace di opporsi a viso aperto al marito, Annina ha, durante l’infanzia, un rapporto particolarmente forte con la nonna.

Per l’anziana signora, Nunzio era sempre stato e continuerà sempre ad essere il figlio prediletto. Al suo funerale, avvenuto quando Annina ha otto anni, «nessuno piangeva, solo la nonna. (…) E continuò a piangere e a portare i garofani bianchi e rossi a zio Nunzio tutte le settimane, finché riuscì a trascinare le gambe al cimitero.»

Una donna aspra, spigolosa, custode dell’ordine patriarcale, che conosce più verità di quanto voglia far intendere. Ormai morta, la «madre sventurata» avrà con la nipote un lungo, metapsichico, colloquio chiarificatore: una fine, che è anche un principio.

Nata in provincia di Bologna, Angela Nanetti – già nota come autrice per bambini e due volte vincitrice del Premio Andersen – pubblica, ora, per adulti, Il figlio prediletto, edito da Neri Pozza.

Un libro sulla ricerca, contorta e difficile, della propria, identità.

Un’identità che i due protagonisti, il primo nonostante la sua volontà e la seconda per scelta, cercano fuori da una Calabria, vista come topos di un mondo chiuso, soffocante, violento, popolato di uomini prevaricatori e di donne schiave: una realtà che, in forme e modalità diverse, troveranno anche nella moderna e cosmopolita capitale inglese.

La strada verso la libertà di essere se stessi resta difficile anche quando dalla Calabria si va via. E, comunque, anche se in maniera surreale, in Calabria si ritorna. Forse perché non si può che ripartire da lì.

Angela Nanetti, Il figlio prediletto, Neri Pozza, pp. 320, euro 17