Direttore: Aldo Varano    

La valigia del padre

La valigia del padre
bambino nella valigia La casa è una geografia impazzita senza confini e punti cardinali, le stanze storia negata, sotto il racconto arreso delle macerie. Ho una valigia grande da riempire. Fuggo con la mia famiglia, per cercare un luogo, ché posto non c’è. La riempio con le briciole delle stanze, confuse dalle schegge delle bombe che hanno rubato la memoria ai suoi abitanti. Ci infilo i giorni che si allungano come le ombre sulla città e la polvere che abita il respiro. Metto la fuga disperata del padre arreso al furore, il passato che è inconsistenza, il futuro che è una pistola puntata allo stomaco e il buco nero del presente.

Sono il padre con una valigia vuota in mano, il padre che perde la terra, che mostra ai figli la fuga dei disperati. Sono il padre senza pane e senza acqua. Il padre che, dentro la valigia, piega la nazione come una bandiera, che non è più appartenenza. Il padre che non può blindare i sogni dei figli, perduti dentro giorni salati. La riempio dell’indifferenza di un mondo accomodato altrove. Ci infilo le facce della mia gente senza fotografie da guardare nei giorni di nostalgia e i suoni perduti e gli odori delle stagioni e i perché senza risposta e la rabbia dell’innocente.

La tengo stretta con la fatica delle mani e ci infilo mio figlio addormentato. Ci incastro mio figlio piccolino che una culla non ho, ma solo passi impolverati e dita deformi. Lo addormento così, senza lo sforzo delle favole, mangiate dai mostri che hanno oscurato i lieto fine. Ci infilo mio figlio e lo addormento, come fanno i padri di tutto il mondo, per assicurarlo al sonno, per non mostragli i minuti divenuti anni e gli anni secoli. I bambini delle guerre addormentati, sono uguali a tutti i bambini del mondo. Lo addormento per sentirmi anche io più uguale a tutti i padri, nutrire la fame, che torce lo stomaco, di questa illusione. Cammino, stringo il manico della valigia alleggerita dal sonno del bambino, guardo la strada di questo mondo morente. Sono qui. Lui lo sa.