Direttore: Aldo Varano    

Melissa, il ventre della Calabria

Melissa, il ventre della Calabria

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Il pianto del neonato nel ventre di una barca, ha partorito sé stesso, sua madre e tutti noi, un’altra volta. E prima ancora, invocazioni di uomini e donne dentro il mare, hanno acceso la notte. Melissa, nome dolcissimo, ci ha avvicinato, come da sempre accade, ai grandi valori umani, rendendoli visibili. Se il male è banale, la bontà ha la semplicità e la forza dei gesti. Al male che nega l’umanità dell’altro, la risposta dei soccorritori è sempre la stessa: “Avevo forse un’altra scelta?”.

I cittadini di Melissa battezzati dal buio delle onde, salvando i migranti curdi, hanno compiuto le leggi dell’uomo. Suoni antichi in ciò che è oscuro, hanno fatto memoria della nostra identica genesi, il nostro stesso dire alla vita.

La storia dell’umanità è un susseguirsi di tenebre e di luce. La Calabria che genera draghi, ma che sulla carne sa anche il dolore, ha offerto al mondo la visione della salvezza, che si ripete da quando vi è stata inizio. La forza dei gesti protesi ci hanno ricordato che si nega sé stessi chiudendo i porti, innalzando muri, facendo dell’odio facile propaganda, del linguaggio strumento di negazione, di anti materia verso l’altro.

C’è una non storia, la breve concessione del mondo, che riempie di grazia gli eventi. La causa ed effetto del bene, del buono di cui l’uomo è portatore e che si attiva, quando è posto dinanzi  alla scelta di custodire i grandi valori che ci permeano da sempre. Loro non richiedono insegnamento, ci appartengono da quando abbiamo avuto inizio, dalla prima cellula, dal primo incontro di donna e di uomo. I grandi valori, come il bambino da salvare, da proteggere. Con piccoli gesti, una coperta, la porta di un albergo che si apre, il correre sulla spiaggia nonostante la notte e il freddo, il capirsi senza le parole, il sì, l’eccomi che è risposta. Ovunque proteggi.

E’ questa la grande preghiera laica dell’uomo, che strappa dal quel nulla che è la vita, la sua vera essenza, la sua significanza.  E’ la sola resistenza umana all’oblio dell’odio, che rende sordi alle urla nella notte, al pianto del neonato.