LE RECENSIONI di MARIA FRANCO. "Il sentiero spiato dalla luna" di Pietro Sergi (Laruffa)

LE RECENSIONI di MARIA FRANCO. "Il sentiero spiato dalla luna" di Pietro Sergi (Laruffa)

luna

«Era, Lunenborg, una cittadina del nord Europa, un borgo di pescatori e cacciatori fino al momento del terremoto, borgo di misteri insoluti da dopo il sisma. Ed in quel clima di strani eventi erano cresciuti Oddvar e Reidar. (…) Era un tipico fiordo nordico dalle pareti alte e scoscese, coperte un tempo dalle ultime propaggini della ricca vegetazione della foresta che si estendeva nell’entroterra ed oggi invece popolato solo dagli scheletri di tristi alberi inariditi e contorti. Eppure fino al momento del terremoto era stato come tutti i fiordi un porto sicuro e le sue acque erano ottime per allevarvi salmoni squisiti. Dopo, era divenuto solo luogo di gorghi e mulinelli mortali. E poi la foresta: misteriosa e popolata da strani animali feroci e mostruosi nelle forme e nei comportamenti; erbivori che si comportavano da predatori, predatori che si cibavano di loro simili, uccelli che non riuscivano a volare ed avvoltoi grandi come lupi.»

Perché un piccolo mondo armonioso, di grande bellezza naturale e di vita semplice e serena per i suoi abitanti si è trasformato in una realtà grigia, senza sorrisi e con troppi misteri, oppressa da una cappa di impenetrabile oscurità?

Piegati da un peso schiacciante, gli abitanti si sono rinchiusi ciascuno nella propria preoccupata/angosciata solitudine e non cercano neppure risposte.

«L’unica a non mostrare segni di cedimento, a Lunenborg, era la luna. Una luna che si era resa anarchica ed affrancata da sé stessa, dai suoi cicli naturali e uguali dovunque, quasi monotoni. In quella città, su quella gente, su quella foresta, la luna sorgeva sempre piena e in asse col sole, così che le eclissi provocate da quella palla rotonda, invadente e ossessiva si susseguivano giornalmente, oscurando il già pallido sole nordico.»

Quando Reidar si trasforma in licantropo, l’amico di infanzia Oddvar – con l’aiuto di Meli, la figlia del vecchio sindaco, innamorata del primo e desiderata da entrambi – trova la forza di cercare che cosa sia successo nel momento del terremoto che ha segnato, per il piccolo fiordo, uno spartiacque così drammatico.

Si dipana così Il sentiero spiato dalla luna di Pietro Sergi, (Laruffa editore) una sorta di fantasy, dai toni didascalisco-didattici, che intreccia il mondo dei licantropi, che vivono in branchi nella foresta e il mondo delle persone che, a Lunenborg, hanno visto sparire nel nulla mariti, padri, figli.

La licantropia, nelle intenzioni di Pietro Sergi – che, nato a Natile, vive a Bologna, ma è tornato in Calabria per presentarsi, non eletto, alle ultime elezioni politiche – è metafora delle malattie neoplasiche diffuse nella Locride a causa dell’inquinamento ambientale.

Sono state le malefatte del vecchio sindaco, il megalomane Gordon Høvding a produrre una sorta di maledizione su Lunenborg Questa scoperta di Oddvar riapre la strada alla speranza di una vita nuovamente armoniosa.

Seguendo la metafora dell’autore, la Locride può superare la malattia potenzialmente mortale che la imbruttisce e ritrovare, con la sua umanità, tutta la sua bellezza.

Pietro Sergi Il sentiero spiato dalla luna, Laruffa, pp.216, euro 12