Mr. Coronavirus, ti presento la sanità regionale

Mr. Coronavirus, ti presento la sanità regionale

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Non per gettare benzina sul fuoco. È solo che il Signor Coronavirus, Mr Hide della società globale, ci interroga su come siamo e su come vorremmo essere. Per esempio, l’altra notte, sotto forma di incubo, Mr. C mi chiede: ma se la sanità fosse sottratta alle Regioni, i cittadini vivrebbero meglio?

Perché mi fai questa domanda? chiedo.

Perché ho paura di avere creato scompiglio tra le istituzioni, dice.

Paura tu? Questa è bella, gli dico. In ogni caso, non credo proprio che il problema sia tu. Il problema lo stai solo portando all’evidenza di tutti.

Però non mi hai risposto, incalza. È vero che i cittadini starebbero meglio se la sanità non fosse regionale?

Scusa, gli faccio io. Di quali cittadini parli, dei lombardi, o dei calabresi?

Che differenza c’è, mi dice con aria di superiorità.

Tu che vieni dalla Cina certe sfumature non le cogli, gli dico. Al netto della tua contingente presenza al centro-nord, vorrei farti notare che non tutti in questo Paese hanno la stessa qualità di cure e strutture. Se tu fossi capitato qui in Calabria... lasciamo perdere.

Scuote la testa. Scusa se te lo dico amico mio, ma la questione mi sembra mal posta. Fidati di me che arrivo dal terzo millennio. Metti da parte un attimo questa storia – che ora che ci penso l’avevo pure sentita – questa storia che al sud siete poveracci e al nord ci sono gli ospedali a cinque stelle (e credi che sono fesso io!). È solo questo il problema?

In effetti no, gli spiego. C’è un problema di servizi sanitari, che non dipende solo da quanto le Regioni sono più o meno diligenti. È solo che la competenza sanitaria regionale è un impedimento allo sviluppo di questi servizi.

E anche alla loro digitalizzazione? chiede.

Coronavirus ma sei proprio avanti tu! gli rispondo con sorpresa. Comunque sì, se i processi non sono uniformi e se sono frammentati è complicato dare un buon servizio digitale in modo semplice a tutti i cittadini. Se poi ci metti anche le disparità regionali siamo fritti.

Tipo il fascicolo sanitario elettronico? chiede.

Tipo. Ma non solo, gli dico.

Ancora non capisco, mi dice.

Allora ti faccio un esempio concreto, gli dico. Un mio amico di 11 mesi che abita a Roma e si chiama Pippi, la scorsa estate è andato in vacanza dai nonni, in Calabria. Proprio in quel periodo cadeva la scadenza in cui doveva fare la seconda dose di un vaccino obbligatorio. Così Pippi è andato alla Asl più vicina con il suo papà. Lì non sapevano nemmeno se lui avesse o meno fatto la prima dose del vaccino, ma alla fine era irrilevante. Infatti, il farmaco acquistato dalla Regione Calabria per quel vaccino era diverso dal farmaco utilizzato dalla Regione Lazio. Conclusione: Pippi è dovuto tornare a Roma con mamma e papà per fare una puntura che è obbligatoria in tutta Italia.

Ma è assurdo! esclama indignato Mr C.

Già. E non è finita, gli dico. Poiché a quel punto Pippi era stato sottratto non solo alla gioia di un’estate in Calabria ma anche alla vicinanza dei nonni, i nonni hanno deciso di raggiungerlo al più presto nella capitale.

Ottima scelta, commenta.

Sicuro, dico io, se non fosse che la nonna di Pippi è diabetica, e non ha potuto acquistare in Lazio i presidi sanitari per l’insulina (farmaco salva vita), perché li puoi acquistare solo nella Regione di residenza. Conclusione: i nonni di Pippi, che viaggiano verso gli ottant’anni, viaggiano anche su e giù per il Paese per fare scorta di punture e farmaci.

Ma è assurdo! sbotta di nuovo.

Già, gli dico. E non ti racconto quella della mamma di Pippi, che abita a Roma e per farsi assegnare il medico temporaneo (che dura sei mesi) è andata in Calabria per fare una cancellazione temporanea alla Asl di appartenenza. Poi è tornata a Roma, ed è dovuta andare di persona a una Asl portando alcuni documenti di carta, per farsi assegnare il medico. Se la sanità non fosse in competenza regionale, tutte queste difficoltà non ci sarebbero. E ti sto parlando solo del lato servizi al cittadino, caro Mr C.

Adesso Mr. C mi sembra proprio sconcertato. Mi stai dicendo che nel 2020, mentre parliamo di intelligenza artificiale e digital first, tutte queste praticucce di cui mi hai parlato non si possono fare online?

Esatto, gli dico.

Che casino. La mamma del tuo amico Pippi allora si è dovuta smazzare da un ufficio all’altro, da una Regione all’altra. Non sembra una cosa veloce, deduce.

Mi scappa un sorriso. Guarda caro. Ti assicuro che hai fatto prima tu dalla Cina.