IL LIBRO. “Il ragazzo scomparso” di Mario Petrulli (Bertonieditore)

IL LIBRO. “Il ragazzo scomparso” di Mario Petrulli (Bertonieditore)

petrulli

… Un giovane architetto, che si trovava a Bova per consultare delle carte ai fini di studio, dopo alcuni giorni scompare. I genitori preoccupati incaricano un’agenzia investigativa delle indagini. L’agente reclutatore scarta i professionisti. Affida l’incarico ad un giovane, perché colpito dal suo sguardo originale, ma non prima di averlo sottoposto a delle prove di abilità. 

L’investigatore scelto si chiama Marco Vua. Vua è il corrispondente grecanico di Bova, definita poeticamente da Napoleone Vitale: "Nido di falchi, culmine d'altezza, cui giunge solo il buon camminatore", sol che volesse cimentarsi a salire a piedi dalla Marina, ieri come oggi. Chiaramente il cognome grecofono vuol essere un omaggio alla terra d’origine dei suoi ascendenti, dove è sapientemente ambientata la vicenda. Della Chora tu Vua nel libro si evidenziano bellezze naturali, panoramiche, architettoniche, turistiche ed enogastronomiche.

(Le numerose chiese sono descritte con rara precisione. Si mettono in risalto i luoghi di cultura, quali il Museo all’aperto della civiltà contadina, il Museo di Paleontologia e scienze naturali, il Museo grecofono intitolato a Gherard Rohlfs. Si accenna alle tante associazioni culturali, quali la scuola grecanica, l’Associazione Bova life ( Vua zoi) e l’Associazione Apodiafazzi. Esistono numerosi punti di ristoro. Abbondano le feste e gli svaghi, tipo il festival Paleariza, col famoso ballo del camiddu, la festa del vino, il piatto tipico della lestopitta, il presepe vivente. Per onestà aggiungo il limite della viabilità, Si spera in un miglioramento in tempi brevi, per poter entrare nei rinomati circuiti turistici. Il romanzo potrebbe fare addirittura da guida turistica.

Osservato questo, ci si potrebbe chiedere:“Potrebbe essere Bova la nuova Vigata? Potrebbe l’area grecanica fare veci della vicina Sicilia? Potremmo azzardarci a vedere in Petrulli il novello Camilleri?” Glielo auguriamo di cuore. Con questo primo lavoro sembrerebbe che l’autore stia calcando le orme del grande scrittore siciliano, anche se con uno stile suo. Conoscendo le lontane origini bovesi dell’autore, si potrebbe adombrare un collegamento col filone letterario dei nostoi. Gli eroi antichi, dopo una lunga assenza da casa, dovuta soprattutto a guerre infinite, durante la quale il desiderio e la nostalgia della patria lontana avevano fatto da filo conduttore alle varie vicende della vita, ne agognavano il ritorno tra le mura domestiche e agli affetti familiari. Sappiamo che l’archetipo è l’Odisseo/Ulisse, il protagonista del poema omerico, che impiegò dieci lunghi anni per tornare ad Itaca e abbracciare Penelope, Telemaco e il vecchio padre Laerte.

Come si dovrebbe intendere il nostos al presente? Ritorno reale al luogo natio, dopo aver viaggiato per il mondo e dopo aver fatto svariate esperienze di vita? Oppure ritorno col pensiero alla propria giovinezza mitizzata, quando il mondo appariva un Paradiso terrestre? Ad ognuno la sua scelta. Numerosi personaggi si affiancano al protagonista Marco Vua. Cito, tra gli altri, lo sfatigato cugino Mimmo, che si mostra affettuoso e premuroso verso Marco. L’eccessiva attenzione è solo manifestazione di affetto o potrebbe avere scopi reconditi? La di lui moglie Anna, neurochirurgo, potrebbe avere un ruolo nell’economia del romanzo? Il parroco Don Natalino funge da cicerone delle numerose chiese che costellano il paese, oltre a fare sfoggio di citazioni originali. L’impiegata museale Antonella, che ama andare in giro col suo tandem, potrebbe rappresentare qualcosa in più di una semplice amicizia? E ancora la segretaria “mozzafiato” del reclutatore? Un posto importante è occupato da nonna Maria, che richiama la classica sibilla cumana, col suo linguaggio criptico, che rasenta la profezia, quando sentenzia: “Chiddu chi cerchi è ccà a Bova, ma ccà a Bova non c’è cchiù chiddu chi cerchi”. Chiddu, che Marco Vua cerca, si chiama Leo Brindisi. Che fine ha fatto? Cosa si sa di lui? Chi l’ha visto? Perché nessuno parla? Non sanno o non vogliono parlare? Come si suol dire, si brancola nel buio pesto. Ma, alla fine, i nodi vengono sciolti? Dobbiamo leggere l’ultimo rigo dell’ultima pagina per avere svelato il mistero? Chi lo sa! Leggete, genti, e forse saprete!