LA STORIA. “Tutto quello che ho sempre voluto fare, era dipingere luce sui muri della vita”

LA STORIA. “Tutto quello che ho sempre voluto fare, era dipingere luce sui muri della vita”

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Di questi tempi oscuri e sospesi, raccontare la luce è ardua impresa. Eppure, quando volgiamo lo sguardo alle passioni, o a chi per noi le condivide, anche se per un attimo, le scintille della vita riprendono a illuminare le ore.

È per questo motivo, che voglio raccontarvi una storia. La passione di Giada ed Elisa per Ferlinghetti, il poeta, saggista, romanziere, editore, pittore, ma anche girovago osservatore affamato di giorni, che più di ogni altro, grazie alla sua casa editrice, ha fatto conoscere al mondo i poeti della Beat Generation.

Ma partiamo da loro, da Giada Diano ed Elisa Polimeni e a come, da un incontro sulla carta con il poeta, dall’innamoramento fulmineo, sono giunte alla realizzazione di un documentario: “Lawrence - A Life time in Poetry”.

Quando parlano di quest’uomo ultracentenario, hanno il volto di chi sente di aver realizzato un grande sogno, il volto di chi è innamorato.

Giada, laureata in lingue e letterature straniere, con un dottorato di ricerca in studi inglesi e anglo-americani presso l’Università di Catania, un giorno, ancora giovanissima, ha osato. Ha scritto una mail al poeta, raccontandogli la sua passione. Lui, con la semplicità dei grandi, l’ha invitata a San Francisco. Giada, sola, è partita. È così che le cose accadono. Da allora l’inarrestabile o l’inevitabile fiorire di un rapporto di profonda amicizia. Oggi Giada  è la traduttrice in Italia del poeta americano, nonché sua biografa ufficiale. Vi consiglio il suo  libro pubblicato da Feltrinelli : “Io sono come Omero” che narra non soltanto una vita e lo sguardo su di essa, ma anche le epoche e i luoghi, il tempo e gli spazi, solcati da Ferlinghetti.

Elisa Polimeni, laureata in "Conservazione dei Beni Culturali", con un master in "Mediazione e Gestione del Patrimonio Culturale Europeo", ha curato mostre e cataloghi d'arte e di fotografia, ha organizzato numerosi eventi legati alla letteratura contemporanea. Di Lawrence Ferlinghetti, ha digitalizzato l'archivio pittorico. La sua dimestichezza con la fotografia e le esperienze quale video-maker, le hanno permesso di girare e montare il documentario. E anche per lei dall’amore alla realizzazione, è stato un salto, ma di gioia.

Il documentario appunto, nato dall’incontro delle due giovani donne calabresi. Risorse economiche poche, molto talento, molta cocciutaggine. L’ostinazione è un carburante miracoloso. Quando è stato proiettato, al Teatro prima di Villa San Giovanni, ne siamo rimasti tutti affascinati. C’era qualcosa di familiare e antico nella forma narrativa, che cattura. E poi c’era lui, Ferlinghetti, raccontato da sguardi grati e amorevoli senza la pretesa di voler narrare tutto dell’uomo, ma il nocciolo e il senso del suo esistere. Le assenze  che  la scrittura ha saputo colmare, “l’unico modo possibile, la sua famiglia”, e poi  i messaggi drammaticamente contemporanei, attuali, urgenti, la sua ironia salvifica. L’incontro con la poesia, avvenuto per la prima volta a Parigi, la magia di sedersi allo stesso tavolo con Prévert, e anni dopo gli artisti mattissimi, liberi, sensibili, egocentrici, visionari, addolorati, Ginsberg, Kerouac, Corso, Kaufman, Burroughs. L’amore per il pianeta e la natura, la rabbia nel vederlo maltrattato e violentato, l’attenzione sempre massima per il dolore altrui, lui che del suo dolore ha fatto arte e bellezza. E poi il Dio furbamente invisibile, il grande Animatore, il bisogno di preveggenza e chiarezza dentro ogni uomo. Ma soprattutto lei o meglio loro, la poesia e i poeti con questa arte dell’inutile tra le dita e l’appello che aleggia, sempre sorridente, di diventare tutti un po’ poeti, per parlare al cuore della gente per “ridare alla poesia il suo antico valore di profezia di cambiamento”. Di riscoprire la felicità delle piccole cose, come quella che ci è stata regalata dall’ostinazione di due donne, che da un minuscolo paese della Calabria, ci hanno portati per le strade di San Francisco. Come quella che cerchiamo tutti noi, oggi.

Un grande viale alberato/con una bella caffetteria al sole/con caffè nero forte in tazzine molto piccole/Qualcuno non necessariamente bellissimo che ti ami/ Un bel giorno.