LA RECENSIONE. Mondo è Stato e mondo sarà, Giuseppe Melillo, ed. Hermaion

LA RECENSIONE. Mondo è Stato e mondo sarà, Giuseppe Melillo, ed. Hermaion

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Sono tempi di letture intense e segnanti. Come quelle di un volumetto di 100 pagine con caratteri ben visibili organizzati in 21 brevi capitoli che tornano ad abbeverare, senza retorica grassa con scritto piano e diretto, di pane e di rose, di lotta e di Sud del mondo.

In Mondo è stato e mondo sarà l’esordiente nel racconto lungo Giuseppe Melillo offre un letterario mojito scomposto a base di rum casalingo e Amaro lucano concedendoci shottini di raro godimento.

Non vi tolgo il piacere di scoprire una trama a tela di ragno con storie intrecciate in un tempo circolare dove paesi e campi contengono uomini e donne che reagiscono agli oppressori che vorrebbero gli oppressi solo come umiliati e offesi. E per cambiare le ingiustizia spesso si parte cercando un altrove “dove gli uomini nascono senza la linea della mano”.

Melillo è uomo lucano di straordinaria sensibilità sociale (non riesce a vedere un film di Ken Loach ché deve abbandonare la sala al primo tempo per troppa commozione), antropologo militante , molto impegnato sul fronte del Terzo settore, blogger che indaga il territorio, raccoglie storie, racconta contrade e paesi, scopre personaggi.

In questo racconto assieme ai personaggi di finzione ben costruiti ne ha messi anche di realmente esistiti: Francesco Netri, emigrato lucano che ebbe un importante ruolo come avvocato difensore dei contadini nello scontro con i latifondisti argentini negli anni Dieci, il sindacalista e predicatore conosciuto come Il Monaco Bianco, il partigiano Onofrio da Bernalda che partecipò all’assalto ai forni per distribuire pane agli indigenti, Padre Jonne leader degli evangelici Fratelli di Playmouth, Remi Fraisse ambientalista francese ucciso da una granata della polizia mentre nel 2014 protestava contro la costruzione di una diga e Il cantautore cileno Victor Jara vittima del golpe di Pinochet.

Si accompagnano a Rocho, Cajo, Mingo per il confronto tra solitudine e comunità, storie di chi comprende “che niente più gli appartiene”. Punti di vista che si estendono tra il mare con le barche e le vette del Pollino e il soffio dello Scirocco “vento dei folli, dei visionari, degli innamorati. E degli sciroccati”.

Non manca la festa dove chiunque “sapesse suonare si sentì in obbligo di suonare”. E lettere d’amore e resistenza e consapevolezza pedagogica nel leggere e scrivere. Arcani antichi ancora attuali ma scritti con stile e personalità.

Bella e narrativa anche la storia della foto di copertina. Cinque uomini, uno in bicicletta e una bandiera rossa spunta da un archivio dell’autore senza nomi, date e luogo. Appello sui social per ricavarne informazioni. Risponde dall’Emilia Romagna una cugina di Melillo che ha riconosciuto suo padre. E’ ritratto lo zio Onofrio partigiano e occupatore del Latifondo. L’autore cerca riscontri da altri parenti. Zio Onofrio sarà anche un personaggio del libro Mondo è stato e mondo sarà.

Giuseppe Melillo, Mondo è stato e mondo sarà, Edizioni Hermaion, 10 euro.