Pandemia, corpi sociali intermedi e Mezzogiorno

Pandemia, corpi sociali intermedi e Mezzogiorno

Fuorimargine

Nell’indifferenza dei più, a causa della pandemia, il Sud sta assistendo impotente alla morte dei suoi migliori “corpi sociali intermedi”. Associazioni e organismi culturali, scuole di ballo, laboratori teatrali, accademie musicali, scuole fotografiche, di scrittura, di cucina, pittura, società sportive dilettantistiche sono state di fatto cancellate dal mercato.

Mercato si. Perché al di là di piccoli e sporadici contributi elargiti dagli enti locali, questi organismi vivevano su una propria capacità d’offerta incrociata da una domanda di allievi che versavano una quota per frequentarne le attività. La pandemia sta cancellando tutto ciò fra paura del contagio e crisi economica indotta.

E’ una perdita drammatica di spazi sociali, di creatività, di formazione alla cultura civica, al benessere fisico, di educazione alla tolleranza e al diritto d’espressione. Occorre arginare questo tragico epilogo: si tratta di competenze e di esperienze costruite in anni e anni di lento consolidamento che fanno “capitale sociale”. Disperdere questo capitale sociale significa cancellare identità e storia di un territorio.

Le regioni del Sud devono immaginare un progetto straordinario di recupero e salvaguardia di questi “ corpi sociali intermedi”. Non mancheranno di certo idee ed energie per arginare questa deriva e per porre la questione al centro dell’agenda strategica dei Governatori del Sud.  Anche perché, ove non fosse chiaro, si tratta di segmenti di presenza sociale che impattano significativamente sulla qualità delle offerte di settori strategici per il Sud fra cui, certamente, il turismo.

Vogliamo parlare di progetti concreti da inserire nel recovery-fund per superare genericità e indeterminatezza? Eccone un esempio: misure progettuali a sostegno delle attività dei corpi sociali intermedi per garantire concretezza agli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 in materia di sostenibilità e, soprattutto, evitare il collasso di questa rete sociale così importante per la tenuta del tessuto civico, solidaristico, educativo e produttivo del Mezzogiorno d’Italia.