LA RECENSIONE. A Sud del Sud – Viaggio dentro la Calabria tra i diavoli e i resistenti, Giuseppe Smorto (Zolfo).

LA RECENSIONE. A Sud del Sud – Viaggio dentro la Calabria tra i diavoli e i resistenti, Giuseppe Smorto (Zolfo).

copertinaSmorto

«… prendi la Statale 106 da Reggio per otto chilometri, superi il centro commerciale e la curva che incrocia le luci di atterraggio dell’aeroporto: c’è uno stop e un bivio al centro della carreggiata, vai a sinistra, non proprio in sicurezza. Poi entra in un labirinto di strade un tempo senza nome, di case che hanno preso spazio agli agrumeti.» Si arriva così all’Ace, un centro medico che, a Pellaro, nella periferia sud di Reggio, offre, gratis, servizi specialistici: «Il 30 per cento dei pazienti non ha i soldi per pagare, il 70 fa piccole donazioni. Ace eroga 15 mila prestazioni l’anno. L’attesa massima per una visita: 15 giorni». È una delle tante, piccole e importanti realtà della Calabria che non si arrende ad un destino di marginalità e irrilevanza, che non cede al lamento e all’indifferenza, ma prova a fare del sogno storia.

A Sud del Sud di Giuseppe Smorto, già vice direttore di Repubblica, recentemente pubblicato da Zolfo è, come dice il sottotitolo, un viaggio dentro la Calabria tra i diavoli e i resistenti: «Il problema della Calabria è (…) anche quello di non sapersi raccontare, di essere raccontata male, di non essere raccontata per niente. Plurale nei suoi paesaggi e nelle sue tragedie, nei suoi silenzi e nelle sue proteste, ha sempre avuto un’immagine sola, quel grigio scuro di Anime nere, il film di Francesco Munzi ambientato ad Africo che prese nel 2014 nove Davide di Donatello. Un capolavoro senza lieto fine. Ma la Calabria per fortuna è anche altro»

«Chiusa nelle sue contraddizioni, spesso raccontata male, la Calabria irrompe nei nostri notiziari e sul nostro pc sempre per fatti di cronaca nera o grigia. Eppure – scrive Smorto – ci sono storie sottovoce che crescono fra le macerie, nel silenzio dell’entroterra senza servizi, nelle aree mal collegate, nelle Università. A sud del Sud, alla sua periferia, ci sono molte vite di impegno, attenzione e coraggio. Sono storie di rinascita, di nuove forme di lavoro, storie sconosciute che meritano un viaggio. (…) Una terra non rassegnata, il sentiero che ho voluto seguire. Ho viaggiato in treno, in auto e a piedi, io che l’ho lasciata ai tempi dell’Università: io che sempre avuto, come tutti i calabresi, la nostalgia e il respiro del ritorno.»

Il viaggio nelle diverse Calabrie – «un rapporto economico di quaranta anni fa ne contava nove, ma le Calabrie sono molte di più. Dimensioni e territori che non si parlano, confini invisibili. Bellezze naturali e brutture umane. Mari e castagni secolari, sabbia e scoglio, città disordinate e paesi-gioiello sperduti. Angoli struggenti e pattumiere dei rifiuti tossici italiani» – consente di incontrare persone, attività, iniziative di spessore che, dagli operatori del Goel alle nuove specializzazioni dell’Unical alle inchieste sul campo di coraggiosi cronisti, provano a sviluppare economia pulita, cultura e innovazione.

Venti brevi, svelti, capitoli in cui la speranza di un’altra realtà possibile emerge, senza diventare mai illusione, anzi facendo i conti col fatto che, in Calabria, le oasi produttive non fanno sistema e la regione – come certificano gli impietosi numeri elencati nel ventunesimo capitolo – resta un sud del Sud, una sorta di residuo storico, ingigantito, della vecchia questione meridionale. C’è, ancora e nonostante tutto – a partire dalla “resa” della politica nazionale e locale – una possibilità di futuro non contrassegnato dall’ultimità per la Calabria? Giuseppe Smorto la intravvede in un cambio di visione, in un amore fattivo per questa terra, che blocchi l’emigrazione, accresca le competenze di amministratori pubblici e di aziende private, sviluppi le infrastrutture sociali, ovvero scuole, servizi, sanità: «Il motore deve essere il capitale umano. I comportamenti personali, l’impegno contro le violazioni ambientali, i giovani professionisti che tornano a casa, gli imprenditori che rischiano e quelli che non hanno paura, la politica sana. Il welfare dei volontari e quello di vicinato.»

*Giuseppe Smorto, A Sud del Sud – Viaggio dentro la Calabria tra i diavoli e i resistenti, Zolfo, pp 173, euro 16