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IL LIBRO. Calabresi vil razza dannata? Tra stupore e provocazione

IL LIBRO. Calabresi vil razza dannata? Tra stupore e provocazione

cvrd     di MARCELLO FURRIOLO - E’ in questi giorni in libreria un volume curato, a quattro mani, da Aldo Varano e Filippo Veltri dal provocatorio titolo “Calabresi, vil razza dannata?”.

Il libro si segnala

con un certo interesse perchè riporta alla luce, a distanza di 64 anni, un pregevolissimo e ormai introvabile numero doppio della rivista “Il Ponte” diretta da Piero Calamandrei per La Nuova Italia di Firenze, che a settembre-ottobre 1950 pubblicò una straordinaria antologia di scritti sulla Calabria.

In essa vi compaiono le firme più prestigiose della cultura calabrese e italiana,da Corrado Alvaro a Giuseppe Isnardi a Gherard Rohlfs a Umberto Zanotti Bianco a Luigi Firpo, da Leonida Repaci a Mario La Cava a Giuseppe Berto e politici come Pietro Mancini, Fausto Gullo, Gaetano Cingari.

Una pubblicazione che, ancora oggi, rimane un punto di riferimento nella saggistica, nella storiografia e nella letteratura tematica sulla Calabria.

Anche se successivamente vi furono tentativi anche lodevoli di “rifare” Il Ponte. E’ il caso del bellissimo “Capire la Calabria” del 1957, in cui figurano molti dei nomi de Il Ponte, a cominciare da Corrado Alvaro di cui viene riproposta la “sua” lettura della Calabria e dei calabresi (“ Sono pochi i paesi d’ Italia che abbiano conosciuto meglio della Calabria l’ingiustizia, il sopruso, la violenza: eppure, forse per ciò, questa regione tiene al sommo del suo carattere il senso del diritto e del torto, e l’attitudine a giudicare, distinguere, spartire giusto e ingiusto”).

Per parlare poi, dello splendido volume del 1963 dedicato alla Calabria da Tuttitalia in cui figurano, tra gli altri, scritti illuminanti di Guido Piovene, Natalino Sapegno, Giacomo Devoto, Fortunato Seminara , Antonio Guarasci e l’indimenticabile Emilia Zinzi. E nel 1978, quasi con la stessa impostazione metodologica, ma con un forte rigore scientifico viene pubblicato da Utet il mitico volume dedicato alla Calabria da Lucio Gambi. Fino all’opera enciclopedica pubblicata da Einaudi nel 1985 e curata da Piero Bevilacqua e Augusto Placanica (a cui si deve una definitiva Storia della Calabria) che segna un punto di arrivo della moderna storiografia sulla nostra regione, in una visione multidisciplinare che muove proprio dalla disamina sui caratteri originali e identitari del calabrese, proprio come aveva fatto Corrado Alvaro.

La prospettiva da cui si pongono gli amici Varano e Veltri nella robusta presentazione alla ristampa anastatica di molti saggi de Il Ponte, è chiaramente “politica”, nel tentativo di ricercare quanto di attuale possa ritrovarsi in quelle lucide e mirabili analisi.

E il richiamo non può non riguardare simmetricamente il ruolo degli intellettuali nella dialettica con la politica e la classe dirigente calabrese.

Il saldo è, ahimè, negativo rispetto a due mondi che, proprio in Calabria, poco hanno dialogato e, semmai, per quanto attiene al ceto intellettuale, molto spesso si è ripiegato con poco coraggio sulle ragioni della politica.

Come abbiamo visto, al di là di alcuni tentativi di fare il punto e di indicare una prospettiva ai figli di questa regione, la pubblicistica seriamente impegnata in questa direzione si è fermata al 1985.                               Mentre l’elaborazione politica addirittura al 1970 e ai fatti di Reggio!

In questo senso il lavoro di Varano e Veltri ha il sapore della provocazione e lo stupore del rinvenimento archeologico.

Visto il libro sono corso ad abbracciare la “mia” copia originale del numero 9-10 del 1950 de Il Ponte, che custodisco gelosamente tra le cose preziose della mia biblioteca, assieme a L’età breve, L’uomo è forte, Calabria grande e amara...

Quando gli intellettuali denunciavano, ma indicavano la strada alla politica e questa inseguiva il bene comune.

Quanto al titolo del libro, che equipara i cortigiani ai calabresi è recuperato dal Rigoletto e riscattato dal punto interrogativo, ci riporta agli archetipi della calabresità, come la forza del destino, scudo e alibi per non agire o agire per il male.

*Una vil razza dannata? Riflessioni sulla Calabria e i calabresi, Città del sole edizioni, 15 euro.

* *Venerdì 27 giugno di svolgerà a Rosarno alle ore 19 una presentazione-dibattito del libro. Saranno presenti: il sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi, Domenico Cristofaro, imprenditore e gli autori. Coordinerà, Franco Arcidiano, presidente di Città del Sole, edizioni