Direttore: Aldo Varano    

RECENSIONE: Frammenti di storie semplici di Oliveri del Castillo BARRECA

RECENSIONE: Frammenti di storie semplici di Oliveri del Castillo BARRECA

frammentistoriesemplici

di ANNALAURA BARRECA -

Organizzato dal Centro Monoriti, Movimento Contaminiamo i Saperi e dal Gruppo stud.”Aria” si è svolta lo scorso 31 gennaio presso l’aula magna della Cittadella Universitaria di Reggio Cal. la presentazione del libro Frammenti di storie semplici (anno 2014, 312 pagg. Città del sole edizioni) del magistrato napoletano Roberto Oliveri del Castillo. Animato da un intenso dibattito sui temi della giustizia il libro è stato introdotto dalla relazione del prof. Angelo Viglianisi Ferraro ,docentedi Diritto ed Economia dell’Università di Reggio Calabria.

“Pensare alla camera interiore degli altri è un lusso che non mi posso permettere. Giudicare l’etica degli altri… e chi sono poi per farlo? Meglio pensare solo alla mia di camera interiore”. È così che il protagonista del libro “Frammenti di storie semplici” ci introduce nella sua profonda riflessione sulla giustizia, sulla politica e sulla società italiana. Roberto Oliveri del Castillo, magistrato che opera a Bari dal 1991 e scrittore neofita, racconta del viaggio interiore di un giudice senza nome, il quale sceglie di svolgere il proprio mestiere onestamente, nonostante la corruzione che lo circonda, nonostante una società fatta di “gente che sembra di carne, ma poi ti accorgi che in realtà è fatta di fango, acqua e terra, a volte anche peggio”.

Né un saggio, né un diario autobiografico, ma semplicemente un racconto che descrive il nostro paese attraverso gli occhi di un giudice, che afflitto dalla decadenza sociale che lo circonda, incomincia un viaggio all’interno della propria coscienza. Attraverso il racconto delle storie semplici di persone che hanno incrociato il suo cammino, il protagonista narra del marcio sociale e politico in cui l’Italia vive ormai da anni, di un paese dove l’apparire vince sull’essere in tutti gli strati della società, in cui il potere politico non difende più i cittadini, ma li esorta a combattere contro chi è chiamato a tutelarli, di un paese in cui tutti si dichiarano difensori della democrazia e del popolo, ma in realtà sono solo nemici travestiti da amici. L’autore raccontando la quotidianità del protagonista, fatta di faldoni, incarti processuali, codici, verbali di udienze, riesce a far entrare il lettore all’interno dell’universo giudiziario, cogliendo la complessità e la difficoltà di chi ogni giorno svolge questo mestiere, specchio della società moderna, fatta di persone semplici e umili, ma anche di individui senza coscienza che farebbero di tutto per ottenere un po’ di notorietà o per accumulare maggiore potere e denaro.

Il nostro giudice senza nome, non è un eroe, ma una persona semplice che ricorda ad ognuno di noi di “fare il proprio dovere ogni giorno […] evitando di sentirsi sempre degli eroi investiti di chissà quale sacra missione”.

Roberto Oliveri del Castillo con il suo libro ci invita a riflettere su come ormai siamo abituati a vedere le ingiustizie spesso voltandoci dall’altra parte, perché è così che va il mondo. Ma non solo. Attraverso lo sfogo e la forte denuncia del degradato sistema italiano, il protagonista riesce a parlare a tutti, infondendo al lettore quella fiducia nel futuro, anche se tutto sembra non cambiare mai; ed anche quando gli ingiusti riescono sempre a farla franca, la speranza può ancora rinascere.