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CdA. Reggio e L’odore del Mare di Pasqualino Placanica

CdA. Reggio e L’odore del Mare di Pasqualino Placanica

pasqualino placanica     di DANIELA MAZZEO -

Un “ libero pensatore” come lui stesso si definisce. Un opinionista, un blogger, un attento osservatore della realtà, un narratore. Pasqualino Placanica sale sul palco della rassegna Calabria D’Autore imbracciando il suo nuovo libro” L’odore del mare” edito da Disoblio Edizioni, promettente casa editrice calabrese.

Accompagnato dal lungo applauso affettuoso del numeroso pubblico si accomoda accanto al conduttore Antonio Calabrò, alla professoressa Francesca Rappoccio, che ha curato la prefazione del libro, e alla dottoressa Federica Laganà dello staff.

Clima disteso, atmosfera tranquilla tutto perfetto per iniziare la lunga chiacchierata alla scoperta di questo nuovo lavoro che ha le premesse giuste per un libro di successo.

Introduce Calabrò che fornisce l’input giusto per smuovere la curiosità del pubblico e catturarne da subito l’attenzione. E’ un libro ispirato dalla corrente del realismo-magico, la stessa che in Italia ha avuto come primo interprete Massimo Bontempelli, seguito poi da altri, per la sua tensione onirica rivolta allo svelamento della realtà, per la sua atmosfera sospesa tra magia e terra, tra metafisica e materialismo. Ma, in realtà, è soltanto un trucco anche audace, una soluzione letteraria usata per affrontare il grande tema della verità.

Lodore del MarePasqualino Placanica racconta come è nata l’idea di scrivere” L’odore del mare” e lo fa con umiltà e semplicità. Non svela la trama ma attraverso piccoli dettagli, nomi di personaggi e luoghi dà subito l’idea di quello che è il racconto, ovvero un sogno che contiene un messaggio reale: l’amore per la sua città, Reggio. Un amore deluso e infuocato.

E’ un libro dove emerge l’importanza delle figura femminile. Non poteva sfuggire ad un attento scrutatore della realtà quale è appunto Placanica, che a Reggio non vi è un posto dedicato alle donne. Una via intestata ad una figura femminile vera. Come se nei secoli non fosse mai esistita una reggina degna. Qualcosa su cui riflettere.

La professoressa Rappoccio racconta del protagonista del libro Ermete, insegnante divenuto scrittore di successo che racconta Reggio in una forma trasformata dal mito. Fornisce alla figura di Giulia, il fantasma-sogno del libro, la dimensione storica prima svelandone l’allegoria dopo. E’ un libro che trasporta la mente dei lettori in una dimensione diversa. Vi sono personaggi leggendari che diventano umani e moderni. Vi è una Reggio meravigliosa, verdeggiante, monumentale, in cui il protagonista si perde sulla scia di ricordi- reali – ed aspirazioni. La Reggio Bella e Gentile, smarrita, e mai più ritrovata.

E poi c’è il mare parte integrante dell’animo sia di Ermete che dell’autore del romanzo. “Il mare prende e porta, allontana e avvicina” così scrive nel libro e questa rappresenta il rapporto dell’autore nei confronti della città. E quell’odore, che a volte si sprigiona dalle onde e permea tutta la zona costiera, quell’odore da un senso allo struggente sentimento – amore, appartenenza, empatia- che si traduce in voglia di futuro .

Bersaglio facile Placanica quando lo si interroga proprio su questo. E per rispondere si spoglia della veste di autore, diviene libero pensatore e con estrema naturalezza e spontaneità fornisce il suo punto di vista. Federica Laganà e Calabrò lo bombardano di domande, e lui, senza cadere nelle trappole, non ne elude alcuna, dalla politica al sociale, dall’economia alla cultura.

Fa le sue considerazioni sui social network, sul modo di comunicare attraverso il web, e conclude con una disamina sul fascino che hanno per lui il tempo e gli orologi che a suo dire racchiudono la storia al loro interno.

E non può mancare il riferimento ai giovani. Quando Federica Laganà gli chiede se è opportuno che i ragazzi lascino la Calabria Placanica non si risparmia e spiega che è giusto partire ma con la speranza di tornare sempre.

Immaginare una Reggio nuova. Osservarla con occhi diversi filtrati dall’emozione del mito. Riscoprire la maestosità della città. Tutto questo si trova tra le righe de “L’odore del mare”.

Finisce con raffiche di applausi, con tante copie acquistate, e con la personale soddisfazione di un autore emergente che si pone come baluardo di Reggio e come interprete della volontà di riscatto dei migliori cittadini, quelli onesti, sinceri, leali e, soprattutto, liberi.

Esattamente come lui: Pasqualino Placanica .