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CdA. Gran finale con Ehlardo, Scrivo e Bucarelli su inclusion e ospitalità

CdA. Gran finale con Ehlardo, Scrivo e Bucarelli su inclusion e ospitalità

cda1   di STEFANIA VALENTE -

"Il bianco che abbraccia il nero" per tutti coloro che hanno una fede calcistica è una nota cantilena di una fregiatissima squadra italiana.

Nonostante la frase sia "rubata" proprio da quello slogan, in una serata nella quale si parla di immigrazione, inclusione, accoglienza e ospitalità, la scelta del titolo appare chiara.

Antonio Calabró introduce l'argomento e gli ospiti parlando di esodo, testimonianza di un mondo che muta e si trasforma con riferimento alla illuminata previsione di Bauman.

Sul palco Marco Ehlardo, operatore sociale, referente per la Campania di ActionAid Italia, con il suo libro "Terzo settore in fondo", Eleonora Scrivo, anch'essa operatrice sociale referente territoriale ActionAid per Reggio Calabria e Domenico Bucarelli nella doppia veste di mediatore culturale e cantautore di talento.

La serata si svolge con un tono sostenuto e allegro. Le domande del capitano Calabró e le risposte degli ospiti sono intervallate dalle composizioni musicali di Bucarelli, che partecipa alla discussione ora con una parola ed ora con una canzone. Ritornelli che parlano della nostra città, dai quali traspare l'amore verso essa e l' esortazione a non essere più "migranti" ma ad avviare progetti di collaborazione che non debbano più costringere nessun popolo, quello italiano compreso, a vagare per il mondo disorientato.

Gli interventi di Marco Ehlardo, sostenuto dalle domande di Calabró che si spostano dalla politica all'educazione all'accoglienza fino alla paura atavica nei confronti dello straniero, non hanno un tono diverso. Lo scrittore ci parla con franchezza delle responsabilità del terzo settore e dei mutamenti che in esso devono avvenire per favorire ed espandere la conoscenza e non accettare la logica dell'emergenza che è una logica asservita al guadagno. Il suo libro, atto di denuncia contro il cinismo del mondo dell'accoglienza, realizzato con ironia, riflette il suo pensiero di rimettersi in gioco e cambiare le cose partendo dal basso, creando forze virtuose in sinergia.

Eleonora Scrivo è una donna concreta con le idee chiare che ci spiega come il terzo settore debba essere indipendente dalla politica, magari monitorato. La paura è uno strumento di governo secondo Eleonora e i popoli migranti andrebbero aiutati a comprendere le potenzialità dei loro territori.

Ragionamenti impegnativi, nel corso dell'ultimo viaggio di quest'anno di Calabria d'Autore, alleggeriti dalle pause musicali affidate a Bucarelli, che a tratti ci regala un respiro di speranza.

Sulla nave di Calabria d'Autore sono saliti molti personaggi di spessore, e con uguale spessore chiudiamo, sottolineando in questa piccola traversata conclusiva che noi ci dissociamo con forza dalla "disonestà ludica" di chi finge tolleranza, di chi trasforma l'emergenza in business. Noi, con i nostri ospiti, crediamo nei rimedi che loro stessi ci hanno prospettato ovvero nella programmazione, nella collaborazione fattiva e nella competenza. Non abbiamo la presunzione di cambiare il mondo, ma ci alleiamo con Marco Ehlardo, Eleonora Scrivo e Domenico Bucarelli per creare fermento e veicolare corretta informazione su un fenomeno che non è più emergenza ma stato di fatto. E ci costringe, come astutamente ci fa notare Eleonora Scrivo, a riconsiderare le falle della nostra società.

*foto di elvira alfida costarella