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REGGIO. Xenìa Book Fair 2015. L'Intervista: Patrocini? No grazie, meglio liberi

REGGIO. Xenìa Book Fair 2015. L'Intervista: Patrocini? No grazie, meglio liberi

nmazza     di IDA NUCERA

- “Xenía Book Fair 2015" è il suggestivo nome della Prima Fiera del Libro all'aperto a Reggio Calabria, ispirata al tema dell'ospitalità, un evento organizzato dalla Compagnia di Gesù in partnership con la Leonida Edizioni e il JSN-CVX (Jesuit Social Network-Comunità di Vita Cristiana) di Reggio Calabria, che si terrà presso il Parco della Mondialità nei giorni 4 e 5 luglio. Ne abbiamo parlato insieme a Nicolò Mazza, gesuita che vive in città un periodo di formazione.

Come nasce un progetto così originale?

Molte le cose che mi hanno sollecitato in profondità, dopo il mio arrivo a Reggio. La nostra comunità, è molto attiva sul fronte dell'apostolato sociale e della promozione della giustizia. Il mio lavoro nell'apostolato coi giovani e la mia passione per la letteratura non mi hanno chiuso all'impegno sociale, ma piuttosto mi hanno suggerito il sogno di un'integrazione possibile fra tutte queste dimensioni. Ecco, dunque, l’intuizione, condivisa sin da subito con alcuni amici, come l’editore Polito, conosciuto prima di entrare nella Compagnia di Gesù, di una prima Fiera del Libro a Reggio Calabria.

Alcune scelte prioritarie vi hanno accompagnato, non facili, né scontate, forse anche difficili da capire come rinunciare, ad es. al patrocinio, per evitare passerelle, ma anche perché…

La nostra è una proposta culturale d’ampio respiro e d’ispirazione ignaziana agganciata alla realtà di una città di frontiera e dal tessuto sociale complesso, secondo uno stile di totale gratuità, per testimoniare che esiste un modo "altrimenti" di leggere le cose e di stare dentro la vita. E anche di fare cultura. In questo senso si può leggere la scelta coraggiosa di non chiedere alcun finanziamento pubblico alle istituzioni cittadine. Questo ci garantisce la libertà di cui abbiamo bisogno per promuovere la giustizia, annunciare la fede e fare un apostolato "colto" nel senso più profondo del termine, ovvero coltivato, curato, e quindi integrale, non intellettuale per esclusione di altre dimensioni!

Chi avete coinvolto in questo sogno di gratuità?

Il sogno che ci spinge è quello di promuovere una cultura dell'accoglienza, valorizzando il più possibile le risorse culturali locali, non solo attraverso i libri, ma con l'aiuto concreto di volontari operanti nelle strutture d'accoglienza, associazioni giovanili, scout (Agesci e Masci), Coordinamento Migranti di Reggio e, poi, loro, i veri protagonisti di questa manifestazione culturale: gli immigrati ospiti nelle nostre strutture d'accoglienza, come per esempio l'Unitas Cattolica, o le famiglie che frequentano il Centro Accoglienza Immigrati dei Gesuiti di Via Cimino. Una Fiera del Libro a pieno titolo, dunque, senza se e senza ma, con tanto di spazi espositivi, oltre quaranta editori che hanno già aderito, tavole rotonde, dibattiti, presentazioni di libri, dialoghi con gli autori, reading letterari...che non si riduca, però, a un grande evento per gli immigrati, ma un momento da vivere con loro.

Xenìa ha anche degli ospiti importanti…

Fra gli ospiti saranno presenti anche due donne protagoniste in tema di accoglienza: l'On. Cécile Kyenge e la poetessa siriana Maram al-Masri, esiliata a Parigi dagli anni '80, insieme a P. Giovanni La Manna SJ, già direttore del Centro Astalli di Roma e a tanti altri.

La città si arricchirà dunque con un’opportunità carica di messaggi e riflessioni…

Il sogno, nel quale abbiamo cercato strenuamente di coinvolgere soggetti e realtà fra loro normalmente distanti, creando sinergie e collaborazioni in un contesto segnato da una grande tendenza all'individualismo, è quello di offrire alla città non una semplice esposizione libraria, né un incontro per soli esperti del settore, ma una proposta culturale di alto profilo e allo stesso tempo sbilanciata sulle “periferie esistenziali”, attenta a raggiungere i grandi "incroci della storia, dove vivono i crocifissi d'oggi" (come diceva ai gesuiti Paolo VI), a partire dal tema di grande attualità, la xenía, capace di intercettare le radici culturali profonde di questa terra di frontiera, tornata a essere nuovamente meta di sbarchi.