Direttore: Aldo Varano    

Il cranio, la Calabria e la questione meridionale

Il cranio, la Calabria e la questione meridionale

lombroso     di FILIPPO VELTRI

- «Un cranio simbolo dell'ancora attualissima questione meridionale e del non ancora rimosso pregiudizio antimeridionale»: così ci sta, tra l’altro, scritto su una singolarissima mozione approvata alcuni giorni fa all’unanimità da tutti i capigruppo in Consiglio Regionale, per far tornare in Calabria la testa di un brigante, al centro di un ampio interesse scientifico, sociologico e persino giudiziario da vari anni.

Il brigante in questione è Giuseppe Villella e i capigruppo spiegano che è importante che «il cranio del brigante» vada «restituito alla Calabria e segnatamente al suo comune d'origine, Motta Santa Lucia, per darne dignitosa sepoltura». Fin qui, niente di male si potrebbe dire, se non per alcune considerazioni di carattere politico locale di cui diremo alla fine. Ma che tutti i capigruppo, di maggioranza e di opposizione, (Orlandino Greco, Oliverio presidente; Sebi Romeo, Pd; Flora Sculco, Calabria in rete; Giuseppe Giudiceandrea, Dp; Giovanni Nucera, La Sinistra; Fausto Orsomarso, gruppo Misto; Francesco Cannizzaro, Casa delle libertà; Alessandro Nicolò, Forza Italia; Giovanni Arruzzolo, Ncd), trovino una convergenza affermando che la singolare tenzone su dove debba stare il cranio di Villella sia esempio del permanere di una questione meridionale allora c’e’ qualcosa che non va per davvero, perché’ altri e più pregnanti esempi non ne mancano certo a tal proposito.

Ripetiamo: singolare ma non scandaloso che ci si occupi con tanta unanimità della testa del brigante di Motta Santa Lucia, oggi esposta al Museo Lombroso di Torino, ma sul permanere di una questione meridionale nel nostro paese gli esimi consiglieri eletti dal popolo calabrese forse dovrebbero riflettere un po’ di più, se non sulla storia almeno sulla cronaca recente di tutti i giorni. Bastava leggere – per ultimo – l’allarme lanciato due giorni fa dal quotidiano ‘Repubblica’ che ha paragonato il Sud dell’Italia alla Grecia,,,

La questione meridionale permane in Italia, infatti, per motivi ben più corposi e per interessi politici ed economici ben definiti e non saranno certo le ammucchiate di stampo neoborbonico che la toglieranno dalle secche in cui e’ finita drammaticamente anche nell’era renziana. Anzi, il rischio e’ l’aggravamento e l’acuirsi della dimenticanza, come da mesi e mesi andiamo scrivendo su queste colonne. E – ancora – il rischio più grave e’ che le piccolezze della politica nostrana gettino la Calabria ancora piu’ indietro rispetto ad altre parti del Sud!

Come si fa a non fare mozioni unitarie – ad esempio – sulle infrastrutture, su Gioia Tauro, sui treni che non ci sono, sugli aerei tagliati, sulla sanità depredata dalle scelte romane, sul lavoro che non c’e’, sulla centralizzazione della spesa dei fondi Ue? E l’elenco sarebbe lungo e anche un po’ noioso e, comunque, testimonierebbe molto meglio del permanere vero di una questione meridionale e, al suo interno, di una questione calabrese.

Niente di tutto questo invece nel torrido luglio calabrese: ci dobbiamo accontentare che il cranio del brigante calabrese Giuseppe Villella torni a Motta Santa Lucia e vada via dal Museo torinese intitolato al socialista Cesare Lombroso, sulla cui opera – per chiudere - sarebbe forse il caso che gli esimi capigruppo dei partiti in Regione dessero un’occhiata un po’ meno superficiale. Se le colpe del permanere di una questione meridionale e di una scarsa coesione nazionale sono, infatti, davvero da addebitare a studiosi come Lombroso non abbiamo fatto un passo in avanti in oltre un secolo di dibattiti. E invece ne abbiamo fatto tanti di passi all’indietro, per colpa di una politica miope, compresi i moltissimi legati all’attuale inattività del Governo Renzi. Guardino, perciò, gli esimi capigruppo in Consiglio Regionale quel che accade davvero oggi e non si attardino in singolari battaglie sulla storia di ieri e dell’altrieri. La Calabria aspetta di avere risolto i suoi problemi e non tanto di sapere se il cranio del brigante debba stare a Torino o a Motta Santa Lucia.