Direttore: Aldo Varano    

L’INTERVISTA. Luigi Franco: Ecco come Rubbettino ha “scoperto” Criaco di Anime Nere

L’INTERVISTA. Luigi Franco: Ecco come Rubbettino ha “scoperto” Criaco di Anime Nere

luigi franco e criaco    di MARIA TERESA D’AGOSTINO

- «Criaco è l'autore che ogni editor vorrebbe incontrare, colui che scrive non perché ‘vuole’ dire qualcosa, ma perché ‘ha’ qualcosa da dire». Luigi Franco, direttore editoriale della Rubbettino, commenta così il Premio Amidei per la migliore sceneggiatura ad “Anime nere” e a Gioacchino Criaco, autore del libro da cui è tratto ed egli stesso sceneggiatore insieme al regista Francesco Munzi. Sulla sua scrivania è iniziato l’esaltante percorso di “Anime nere”, libro e film. Luigi Franco, editor illuminato, si è trovato nella consueta e interminabile pila di manoscritti in valutazione il romanzo di Criaco. Leggerlo e comprenderne il dirompente potenziale narrativo è stato tutt’uno. Così uno scritto buttato giù in quattro giorni, ma maturato e sedimentato negli anni, è divenuto libro di punta della casa editrice calabrese, felicissima intuizione del giovane direttore e scelta controcorrente di un editore libero come Florindo Rubbettino. «Questo nuovo premio prestigioso alla scrittura del film è solo l’ennesima conferma della bontà della scelta che abbiamo fatto a suo tempo pubblicando quel romanzo di un esordiente che mi apparve sin da subito straordinario» dice Luigi Franco.

Com’è avvenuto l’incontro con lo scrittore di “Anime nere”?

Mi sono imbattuto in Gioacchino Criaco dapprima attraverso la sua scrittura: un dattiloscritto arrivato in casa editrice nell’autunno 2007. Niente sapevo di lui, della sua biografia; e non risultava da nessuna parte alcuna sua esperienza letteraria. Nessun condizionamento esterno quindi, o pre-giudizio, ma il nudo testo e una scrittura che sin dall’incipit si annunciava viscerale e autentica, “Camminavamo veloci, gli scivolavo dietro come una slitta trainata dai cani, era così da ore…”. Impossibile non farsi catturare dalla sua straordinaria forza narrativa. Ho letto le prime pagine così, in apnea, attraversando il fitto del bosco, stando attento a schivare sterpaglie e avvertendo graffi sulla pelle. Sentendo il cuore accelerare o arrestarsi improvviso, al ritmo delle parole. E non ho avuto più dubbi, erano il tipo di scrittura e di storia che stavo cercando. Una scrittura senza fronzoli, astrattezze o compiacimenti espressivi. Essenziale, a volte aspra, come partorita dall’ambiente che descrive. Dalla forte carica evocativa, sempre in grado di toccare tutti i sensi e di attrarre il lettore dentro un gorgo che prende allo stomaco.

Il libro esce nel 2008 ed è subito campione di vendite, ma il percorso è solo all’inizio.

“Anime nere” ne ha fatta di strada… da un computer di Africo al red carpet di Venezia, fino al podio dei David di Donatello e ai festival internazionali del cinema di tutto il mondo. Per noi una grandissima soddisfazione.

A breve Criaco pubblicherà il suo nuovo romanzo “Il saltozoppo” con Feltrinelli. Si separa qui la strada con Rubbettino?

Tutt’altro. A un anno dall'uscita del film siamo al giro di boa: nel senso che l'attenzione sul libro va crescendo, e la strada da percorrere per raggiungere un numero sempre più alto di potenziali lettori e ancora lunga. Inoltre occorre far conoscere meglio gli altri due romanzi, “Zefira” e “American Taste”, che completano l'ideale trilogia. E poi il lancio in autunno di “Anime nere, dal libro al film”, curato da me e da Goffredo Fofi, con i racconti inediti di Munzi e Criaco, che saranno loro stessi a presentare in tutta Italia. Insomma, tanti tanti impegni, tutti importanti e da portare avanti in contemporanea. Abbiamo convenuto con Gioacchino che sarebbe stato troppo gravoso per noi sostenere a dovere anche il nuovo romanzo, il quale giustamente non poteva stare più chiuso in un cassetto. Rubbettino e Feltrinelli saranno dunque chiamati a svolgere parallelamente un lavoro importante per diffondere le opere di Criaco, e il fatto che si dividano i compiti non può che facilitare il raggiungimento dello scopo.

Come sarà il libro che racconta il film?

Sarà un libro ricco di aneddoti, di backstage, del prima e dopo delle riprese; gli attori, le comparse, la sceneggiatura originale, le foto. Soprattutto sarà il racconto di una storia fatta di successo e di riscatto che ricalca la storia personale dell’autore e di un intero territorio. Una favola moderna che è giusto e bello documentare.