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GAyPride. Il libro di Porpora, Antologaia, vivere sognando e non sognando di vivere

GAyPride. Il libro di Porpora, Antologaia, vivere sognando e non sognando di vivere

porpora    di TIZIANA CALABRÒ

- Quando finisci di leggere il libro di Porpora Marcasciano “Antologaia – Vivere sognando e non sognare di vivere: i miei anni Settanta”, senti di aver affrontato un lungo viaggio, un trip come ama definirlo lei. Un viaggio popolato di Storia, paesaggi, eventi, persone e personaggi, di umori, suoni, musica, colori, voci, modi di vivere lontani dai tuoi da cui trarre esperienze, insegnamenti, visioni più ampie del mondo multiforme, conoscenza. Il libro, autobiografico, che narra la vita di Porpora in un arco temporale ben preciso, ma fondamentale per la sua formazione interiore, inizia negli anni ’70 e termina nel 1983. E quando leggi le ultime parole stampate, hai la percezione che Porpora e la sua vita “favolosa” le hai conosciute veramente, che sei stata accanto a lei nel suo vagare fuori e dentro di sé alla ricerca di identità, di auto-accettazione, di quell’orgoglio che possa identificare, rendendola visibile, la comunità omosessuale: “Da tempo ero turbato da una profonda crisi, ero adolescente, vivevo in un paese del sud all’inizio degli anni Settanta ed ero omosessuale. A chi potevo confidare quella, per il tempo, tremenda realtà?”.

Porpora, che sin da subito si declina a volte al maschile e a volte al femminile, per non sentirsi imbrigliata in un ruolo predefinito segnato dagli altri, fugge dal suo paese a diciannove anni : “il paese in cui sono nato e vissuto fino a diciannove anni è uno di quei posti da cui prima o poi scappi via. Si scappa perché piccolo, perché al Sud, perché povero, perché in montagna, perché chiuso”. Da lì inizia il suo viaggio, il suo trip, quando il mondo si offre al suo spirito e al suo corpo di adolescente in itinere e come dice lui: “quando cominciai a capire tante cose, a prendere coscienza, quando smisi di vergognarmi e compresi che tutto quello che mi era stato detto fino a quel momento era falso. Gli indiani non erano cattivi, i comunisti non erano cannibali, gli anarchici non erano assassini e gli omosessuali non erano mostri”. Una realtà in cui il corpo diventa punto di riferimento della felicità “punto di partenza e punto di arrivo di bisogni e desideri”.

Con lei hai la sensazione di girare in un vortice. Sei a Napoli, sei a Roma, viaggi senza soldi in giro per l’Europa, incontri comunità omosessuali solidali e irriverenti. C’è droga, c’è sesso, c’è musica, c’è la giovinezza incosciente, c’è impegno politico, c’è una realtà maschilista offensiva da scardinare, c’è la ricerca incessante attraverso il corpo della propria identità. C’è un percorso arduo in cui se è fin troppo facile “mettere in discussione il mondo, la società, gli altri (…) era veramente difficile mettere in discussione se stessi”, porre la propria omosessualità come prassi rivoluzionaria.

Porpora nel libro si racconta senza pudori, lo fa con una sincerità spiazzante colorata di ironia, disvela un mondo spesso ipocrita, con personaggi coperti da maschere per il giorno, ma pronti a rivelarsi nel buio e nelle ombre. Racconta la discriminazione e il dolore che ne deriva, ma anche la gioia di vivere e la giovinezza, il sogno e la visione di un futuro possibile. E nel farlo ci costringe con arte raffinata a uscire dai nostri schemi, ad abbandonare pregiudizi, ci catapulta in un mondo altro per molti di noi. Ci costringe a guardarlo, a guardare con i nostri occhi un pezzo di Storia, pezzi di vita vera, di profonda umanità, così lontana eppure così vicina.

Poi succedono gli anni ’80. Poi succede l’AIDS, “la peste gay”, la malattia, la morte, la fine del sogno, la fine della giovinezza.

Non vi disvelerò le ultime pagine di struggente bellezza del libro. Vi dirò soltanto che un narratore sapiente non termina mai una storia senza barlumi di possibilità. Senza quel tanto di amore “che move il sole e le altre stelle”.

*“Antologaia – Vivere sognando e non sognare di vivere: i miei anni Settanta” Alegre editore - Il libro verrà presentato con la partecipazione dell’autrice il 30 luglio presso la “Pinacoteca civica” di Reggio Calabria (accanto teatro F. Cilea) alle 17,30. La presentazione si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse dall’Arcigay di Reggio Calabria che si concluderanno giorno 1 agosto con il GayPride.