Direttore: Aldo Varano    

UN’EFFIGIE DI CONTRABBANDO!

UN’EFFIGIE DI CONTRABBANDO!

giuliano palmadi MARCO STRATI -

Signore e signori, il King è sbarcato in Calabria!

Di chi parlo? Di Giuliano Palma frontman e voce dei Bluebeaters, probabilmente l’ultimo grande interprete di quel sottobosco musicale italiano che a cavallo tra gli anni 90 e 00 ha generato artisti e musiche che non avevano nulla da invidiare al resto della scena internazionale, da quella grande fucina dell’hip hop nostrano di cui il King ha prestato voce e anima presso le parti bolognesi di Neffa e company (vedi Messaggeri della Dopa) o la scena alternative rock che porta all’elettronica sempre di influenze londinesi da drum and bass, qui il King ancora protagonista insieme ad i Casino Royale altro gruppo da segnare sullo smartphone ed andarselo ad ascoltare di corsa mentre tramonta il sole! Il filo conduttore della carriera di Giuliano è uno principalmente ed è davvero bollente, ska, ska, ska! Genere di origini giamaicana che trae spunto nelle vie sconfinate del jazz, in cui la parte ritmica in levare (offbeat) creata dalla chitarra, è centrale, per canzoni tutte da ballare e cantare a squarciagola! Il king da questo punto di vista è un maestro, un animale da palco, pronto sia a ruggire che rendere il tutto bello è raffinato; la svolta dell’artista di cui oso trattare in queste poche righe, è figlia dell’incontro con i Bluebeaters sul finire degli anni 90, progetto proposto dallo stesso cantante che ha visto la reinterpretazione di brani storici come Wonderful life e la “clamorosa” cover di Messico e Nuvole pezzo storico di quel geniaccio di Enzo Jannacci.

Il LIVE

Caldo torrido, tipico, tradizionale, asfissiante e reggino come solo festa Madonna concede sul finire dell’estate, la location di Piazza Indipendenza si presta bene a parte picchi improvvisi maleodoranti (provenienti dagli inferi probabilmente) il pubblico sembra discretamente recettivo, il King sul palco è in forma campionato ed insieme a lui: Fabio Merigo (chitarre), Marcello “Agù” Marson (basso e contrabasso), Paolo Inserra (batteria), Matteo Pozzi (pianoforte), Enrico Allevana (trombone), Marco Scipione (sax), Luigi “Giotto” Napolitano; tra pezzi meno conosciuti, alcuni provenienti dall’ultimo album “Old Boy” ed altri più popolari (vedi link youtube con il pezzo “Tutta mia la città”) tutto sembra scivolare al ritmo sempre più incalzante delle sonorità ska, reggea, rocksteady, tanto care al King ed ai componenti della sua band; il finale e tutto un contrabbando, quella Messico e Nuvole del mai dimenticato Enzo Jannacci risuona probabilmente come un inno, qui in Calabria, a Reggio Calabria siamo un po’ come il Messico cinematografico e forse anche quello reale, siamo la faccia triste dell’Italia o meglio dell’Europa, il rapporto Svimez canta parole amare, e parafrasando ancora il testo: Reggio, quante situazioni di contrabbando vivi e vivrai? Ma il vento dello stretto soffia e soffierà ancora la sua armonica e voglia di piangere ho!