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Cosa e in che modo si mangiava a Kroton 2500 anni fa?

Cosa e in che modo si mangiava a Kroton 2500 anni fa?

capo colonna    di PAOLO VELTRI -

I beni archeologici calabresi si confermano un traino per il turismo e la cultura. Grazie alle giornate europee del Patrimonio, manifestazione promossa dalla Commissione europea fin dal 1991, lo scorso week end sono, infatti, rimasti aperti in orari esclusivi i luoghi della cultura e del sapere, focalizzando l’attenzione sul tema delle identità alimentari europee.

Il Polo museale della Calabria ha aderito con più manifestazioni in tutto il territorio regionale. Le pratiche alimentari degli antichi greci sono state le protagoniste della straordinaria apertura del MAN (Museo Archeologico Nazionale) di Crotone lo scorso sabato 20 settembre. Centinaia di persone sono giunte nella galleria crotonese, fino a mezzanotte, per immergersi nelle usanze culinarie della società magnogreca. Il direttore Gregorio Aversa ha personalmente guidato i visitatori attraverso un excursus sul cibo lontano 2500 anni. Cosa si mangiava a Kroton, come si procacciavano gli alimenti i suoi abitanti, quali prodotti prediligevano gli achei? Questo ha spiegato il direttore Aversa ai tanti ospiti accorsi sabato sera. Lo ha fatto illustrando il materiale presente nel MAN della città pitagorica, tutti insieme – neanche a dirlo – davanti una tavola assortita con prodotti locali.

«Abbiamo cercato di riprodurre l’evoluzione del banchetto a partire dal simposio», dichiara il direttore Aversa. «I reperti – aggiunge – che ci segnalano un forte legame della civiltà greca sono, ad esempio: le due phialai (piattini) in bronzo che servivano per le libagioni; una lekythos (vaso) di produzione attica raffigurante un banchetto; un piatto da pesce con tre figure ittiche disegnate (probabilmente serviva per contenere le salse da utilizzare sui pesci) del IV sec. a. C».

Questi reperti del MAN di Crotone, inoltre, sono stati ospiti del Padiglione Italia a EXPO 2015, durante i giorni di ferragosto, ad esemplificare una società agricola, quella greca appunto, con un’economia prettamente rurale. Prodotti come i cereali e i legumi, infatti, erano i più comuni e utilizzati; ma anche il pesce, vista la vicinanza delle polis magnogreche al mare. Il vino, e ancora il potere magico che veniva dato ad esso durante i simposi. Una manifestazione che sicuramente dà spazio a chi crede che la Calabria possa risollevarsi dal torpore culturale nel quale è caduta. Anche i dati sono positivi. Il direttore Aversa dice: «Abbiamo un trend positivo nel periodo maggio-agosto del +13% (oltre 7500 visitatori), che supera la tendenza favorevole in regione del +8% nel 2014 (visitatori musei)». Giusto per ricordare, il MAN di Crotone ospita nel suo allestimento eccellenze come il diadema d’oro (VI-IV sec. a.C.) del santuario di Hera, le due sirene in bronzo provenienti dal mondo pitagorico (IV-V sec. a.C.), la barchetta in bronzo di origine nuragica(IX-IV sec. a.C.).

Ma c’è ancora tanto altro da vedere e da sapere su una delle città più importanti e dominanti della vecchia Italia. Le giornate europee del Patrimonio 2015 servivano a favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale, il MAN di Crotone ha risposto positivamente con un’iniziativa nuova e diversa.