Direttore: Aldo Varano    

SCRITTORI CALABRESI per A LANTERNA ------ ETTORE CASTAGNA

SCRITTORI CALABRESI per A LANTERNA ------ ETTORE CASTAGNA

a lanterna8

   per A Lanterna

di ETTORE CASTAGNA - Mio nonno Antonio Tomaselli detto Totò è stato l’eroe della mia infanzia. Ragazzo del ’99 se ne era tornato dal 15-18 pure con una medaglia ma odiava la guerra. Raccontava con disperazione dell’assalto alla baionetta. Tu corri contro un altro “ca esta nu guagliuna comu a ttia”. Non era anarchico ma anarcoide. Diffidava del potere come tanti meridionali. U dinaru e l’amicizia si ‘nde futtanu da giustizia. Questo diceva sempre. Era un carpentiere fino, maestro d’ascia di prima categoria. Costruiva scale a chiocciola perfette senza disegno sfidando e sfottendo alla catanzarese architetti, geometri e ingegneri. Molti dei fregi esterni del tribunale di Catanzaro sono opera della mano sua. Così ripeteva mia nonna. 

Totò era mastru cantatura e suonava la chitarra battente. “I mani ci abballavanu supra i cordi” così dice mia madre. Se ne andò a soli 65 anni. Lo trovarono secco al letto. Morto nel sonno. Il suo cuore che aveva passato il Piave, poi un tentativo di emigrazione a New York, poi due guerre mondiali, poi tanto duro lavoro da mastro si era stancato presto.

Mio nonno mi comprava i giocattoli, mi costruiva i carretti e mi trascinava con la corda in cortile e rideva. La sua dolcezza non la dimentico dopo cinquant’anni. “Mangiati nu pocu ‘e torta e patati figghiu. A ficia nunnata… è bona. T’a caddiu sup’ a stufa?”

Era orgoglioso del  suo lavoro e credeva solo nel lavoro. Certe volte mi prendeva la mano di bambino fra le sue, dure per la fatica, ruvide come il legno che lavorava. Me le accarezzava, sapeva che io sentivo i suo calli. Poi diceva: “Ettarù … u lavoru è onora”. Il lavoro è onore. E mi guardava fisso negli occhi mentre io lo guardavo pure, a bocca aperta. Parlava il nonno. Il nonno era sacro.

Ancora oggi sono d’accordo con le tue mani, nonno Totò. Onore a te, ovunque tu sia ora.