Direttore: Aldo Varano    

SCRITTORI CALABRESI per A LANTERNA OLIMPIO TALARICO

SCRITTORI CALABRESI per A LANTERNA OLIMPIO TALARICO

lanterna23

     Per A Lanterna

OLIMPIO TALARICO - La settima volta succede in un giorno grigio. Credo fosse in primavera, in maggio. Molto strano per i cieli calabresi.

Sono a Catanzaro negli uffici del catasto. Mi chiamano con un numero sconosciuto. Stranamente rispondo. Non riconosco la voce, ma capisco ogni cosa.

Le parole mi entrano violente e raggruppano antiche paure, riannodano fili ancora afflosciati. Mi dicono solo che questa volta è successo nel mio studio, il resto dell’agriturismo è stato risparmiato. Sono entrati dalla finestra e hanno fatto scempio.

Chiedo soltanto di un libro che avevo lasciato sul letto. Non sanno rispondere.

«Lasci, lasci perdere, controllerò io al rientro.»

Giungo a Monasterace dopo qualche ora. È quasi mezzogiorno, le nuvole si sono addensate in uno strato   regolare, annunciando un temporale. Gli scrosci d’acqua arrivano, violenti. Poi calma, il cielo si silenzia e le strade della Calabria si sbrigano ad asciugarsi, quasi si vergognassero di quella pioggia traditrice.

Ma io sento la mia terra penare con me, le ruote della macchina che stentano come un cuore infartuato.

È la Calabria che trasuda affanni in una primavera umida come gli autunni, fredda come gli inverni. Si tormenta in due ragazzi stranieri che raccolgono le cipolle, nelle strade disordinate e ansiose, in un mare dai colori confusamente affettuosi.

Entro nella mia stanza. Meno violenza del solito, come se ormai non avessero più nulla da storpiare. Il libro non c’è. E io spero che se lo siano portato con loro. Perché solo così possiamo salvarci.

Mi siedo e guardo la mia casa.

Rispetto alle altre volte, l’immagine non è soltanto intollerabile, ma incomincia ad assumere i contorni della speranza.