Direttore: Aldo Varano    

L’EVENTO. Ho attraversato ridendo la terra capovolta (con Tiziana ed Eleonora)

L’EVENTO. Ho attraversato ridendo la terra capovolta (con Tiziana ed Eleonora)

 eleonora e tiziana   di ANTONIO CALABRÒ

- Tre serate consecutive di sold-out, entusiasmo affettuoso e partecipazione emotiva per lo spettacolo, un misto tra reading, recital, poesia e ironia sottile, in definitiva un modo nuovo di proporre la lettura della realtà da parte della scrittrice Tiziana Calabrò e dell’interprete Eleonora Uccellini.

Ospiti del Teatro della Girandola, nuovo punto di riferimento culturale reggino, promosso dall’entusiasmo e dall’impegno del direttore Santo Nicito, figura di spicco tra le novità del panorama creativo locale, le due hanno incantato la platea con un fuoco di fila di trovate, a volte spiritose a volte commoventi, di letture, di citazioni, di simpatia e di bravura.

Il loro sodalizio artistico integra il valore e lo spessore dei brani, molti estratti dal Blog “La medaglia del Rovescio” scritto ormai da qualche anno da Tiziana Calabrò, e consegna al pubblico una serie di spunti di riflessione su temi fondamentali ma che hanno sempre al centro l’importanza definitiva delle relazioni umane. L’amore, l’appartenenza, la famiglia, il desiderio di incontrare l’altro. E dai quesiti, o anche dalle conclusioni, ne scaturisce una buona ora di sensazioni che liberano dall’incomunicabilità per trasformarsi in emozioni semplici, di stampo quasi fanciullesco, e perciò autentiche.

Il pubblico apprezza, il cinismo della solitudine rampante si scioglie in sorrisi e abbracci, le regole dei benpensanti si trasformano in sciocchezze, trionfa la volontà di andare verso l’altro senza mai annullare il bisogno fatale di autodeterminarsi. Stare insieme per ritrovare la propria identità, è un messaggio, naturalmente celato nella giocosa interpretazione delle due interpreti, di grande impatto e di valenza alta e affatto superficiale.

Lo spettacolo attraversa temi decisivi, e lo fa con la levità di una poesia spontanea; i grandi occhi dei bambini sono la chiave di lettura della realtà con il tacco 12; il metronomo che batte il tempo sfuggente e la capacità di cristallizzare momenti decisivi nella vita di una donna, senza mai fissarla in modo definitivo (la donna è un ossimoro vivente, sostengono), lo sguardo attento alle sofferenza altrui, ma anche alla gioia esplosiva dell’abbraccio o del bacio, il tutto abilmente miscelato da arguzia a tratti irriverente e a volte tenera, tutto ha contribuito a realizzare una gradevole serata di riflessioni acute e di spettacolo.

La decisa presenza scenica della Uccellini e la straripante simpatia della Calabrò sanciscono quella che sembra essere un perfetta unione artistica. Da entrambe ci aspettiamo nuove e altrettanto importanti performance, per rinvigorire il panorama reggino, affamato di novità.

Il Teatro della Girandola si pone come novità assoluta e come spazio privilegiato: nei suoi locali, una specie di Underground reggino, si esalta la possibilità di strapparsi a vecchi e asfittici temi e sperimentare nuove vie della cultura, che altro non è se non la ricerca di un senso.

Esattamente quello che è avvenuto con “Ho attraversato ridendo la terra capovolta”.

Antonio Calabrò