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L'INTERVENTO. Einstein e le onde gravitazionali tra l’uomo e l’universo

L'INTERVENTO. Einstein e le onde gravitazionali tra l’uomo e l’universo

di MARCO NASTASI - Le più avanzate tecnologie, anni di ricerca sperimentale per trovare le prove che potessero dimostrare la loro esistenza ed oggi, finalmente, l'annuncio :"Le abbiamo rivelate in modo diretto sotto forma di onde sonore". In due conferenze congiunte, una a Washington, l’altra a Cascina, in provincia di Pisa, due gruppi di scienziati hanno dato la notizia che la tanto agognata “caccia al tesoro” delle Onde Gravitazionali, predette da Einstein nel 1916, poteva dirsi conclusa. Questo importante risultato è stato ottenuto dalla proficua collaborazione tra due distinti osservatori: Ligo (Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory) con sede a Livingston, in Louisiana, e a Hanford, nello Stato di Washington, e VIRGO, che fa capo allo European Gravitational Observatory (EGO), fondato dall’Istituto nazionale di fisica nucleare italiano e dal Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) francese.

Ma cosa sono le onde gravitazionali? Einstein dimostrò, all’interno della Relatività Generale, che la massa curva lo spazio-tempo, in modo simile a un oggetto che curva un lenzuolo su cui viene posto, ed è proprio questa deformazione che noi percepiamo come gravità. Se la materia in questione è in movimento, allora ci possiamo aspettare una perturbazione oscillatoria dello spazio-tempo, come le onde che increspano la superficie di uno lago su cui si muove un oggetto. Nella struttura dello spazio-tempo, queste perturbazioni oscillatorie sono chiamate onde gravitazionali.

Le onde gravitazionali rivelate sono state prodotte nell’ultima frazione di secondo del processo di fusione di due buchi neri, quei particolari “oggetti” del cosmo in cui la gravità è così intensa che niente da essi può sfuggire, nemmeno la luce (da qui appunto il nome di “Buco Nero”).

Gli scenari che questa conferma-scoperta apre per la nostra comprensione della realtà fisica sono di straordinaria potenzialità. Da oggi sarà possibile investigare l’Universo ed i suoi misteri in modo completamente diverso, oltre che “vederlo” saremo in grado di “sentirlo”, e compito degli scienziati sarà quello di decodificare quella che potrà dirci sulla sua storia.

Ma l’aspetto più affascinante ed emozionante di questo risultato, ottenuto dalla scienza, non è quello legato ad una comprensione sempre più profonda di ciò che ci circonda, ma le sue implicazioni ontologiche-epistemologiche relative all’uomo come creatura pensante e visionaria dalle potenzialità ancora sconosciute. Da un lato gli esperimenti, tecnologie sempre più sofisticate, ed i sensi, cioè vedere, sentire; dall'altro, un uomo che ne aveva predetto l’esistenza cento anni fa, solo un foglio di carta, una matita o una penna, e la potente alleanza tra ragione e immaginazione. La prima, per strutturare equazioni coerenti a modelli fisici che possano descrivere la realtà; l’altra, per vedere senza l'aiuto degli occhi il vero volto della realtà e svelarne le forme più intime. Ecco la vera impresa, andare oltre il precipizio, quel vuoto rappresentato da una conoscenza parziale o addirittura errata, che sensi ingenui e tecnologie ancora non pronte non riuscivano a saltare. Questo e' Il Genio, colui che dispiega le ali delle intuizioni e delle idee, per arrivare dove tutto è finalmente chiaro e nitido, mentre i comuni mortali sono ancora in attesa che vengano costruite le strade