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REGGIO. Alle Officine Miramare il punto sull'arte contemporanea in Calabria

REGGIO. Alle Officine Miramare il punto sull'arte contemporanea in Calabria

"Tutto in un punto"di AURELIA ARITO -

Un viaggio in 100 anni di storia calabrese, carica di presenze significative di linguaggi contemporanei e forme di espressione artistica, è quello condotto alle Officine Miramare dalla storica dell'arte Serena Carbone durante l'incontro dal titolo “Tutto in un punto”.

Alle origini furono le Biennali di arti applicate a Monza negli anni '20 – a cui la Calabria partecipò per tre edizioni -, espressione della spinta della politica culturale inaugurata da Alfonso Frangipane. «Furono anni di florido fermento culturale per Reggio – spiega la storica dell'arte Alessia De Pasquale -, città in cui ricostruire un'identità ed un tessuto per poter parlare di arte e bellezza». Un sistema realizzato da Frangipane mediante una ricognizione sul territorio, la creazione della rivista “Brutium” ed una fitta rete di relazioni con artisti e critici – le cui tracce sono presenti nell'archivio privato di Frangipane fonte ancora oggi di ricerca per gli studiosi –, e la nascita delle Biennali d'arte moderna a Reggio. Tutti elementi che, a partire dal territorio, consentirono di avviare un dibattito nazionale.

La lenta marcia verso la modernizzazione conduce poi la Calabria sempre più ai margini delle espressioni artistiche contemporanee. «Negli anni '60-'70 – racconta Serena Carbone - si assiste ad un timido risveglio con la nascita delle Accademie, prima a Reggio poi a Catanzaro». Risale agli anni '80 la nascita della Santa Barbara Art Foundation (Mu.sa.ba) di Mammola, agli anni '90, invece, il Maon di Rende e la galleria Lav a Reggio. Si arriva al 2000 con il progetto “Sensi Contemporanei” a Villa Genoese Zerbi a Reggio, la nascita del Marca di Catanzaro e la rassegna “Intersezioni” al parco archeologico di Scolacium, fino alle recenti residenze d'artista nei Bocs di Cosenza e alle esperienze significative come Bovarchè e il Face Festival nella provincia di Reggio.

Esperienze queste (alcune delle quali ancora attive) efficaci perché – come spiega Serena Carbone - «calibrate sulle specificità del territorio». Evidenze concrete della presenza dell'arte contemporanea in un secolo di storia calabrese, seppur con la difficoltà, oggi come in passato, di creare un sistema dell'arte. E così, in una Calabria che con difficoltà riesce a trovare chiavi di sviluppo, appare inutile nel campo artistico tentare di applicare modelli esterni che non tengano in conto delle peculiarità del territorio.

L'incontro “Tutto in un punto” è stato anticipato dalla performance “CercaTrova” di Gianfranco Scafidi, una riflessione sulla tendenza dell'uomo ad appropriarsi dei luoghi per poi abbandonarli. Ultima tappa di un percorso di riscoperta di 13 luoghi abbandonati in cui l'artista ha lasciato una traccia della sua presenza ed un invito alla loro riscoperta.

"Tutto in un punto"

"Tutto in un punto"