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Gli EVA, nati per scoprire una Calabria diversa, arrabbiata, tagliente

Gli EVA, nati per scoprire una Calabria diversa, arrabbiata, tagliente

eva   di MARIA TERESA D’AGOSTINO

- Anticipato nelle scorse settimana da “Miles and Counting”, è arrivato “Far enough”, il nuovo album degli EVA, prodotto dalla casa discografica genovese This is Core. Traina il progetto della band calabrese un accattivante video dalle atmosfere metropolitane, diretto da Beppe Platania, visibile in esclusiva su BlankTV, il più seguito canale di musica indipendente. Alternative Rock è il genere.

«Ma sotto questa etichetta si riversa qualunque progetto musicale che non può essere catalogato in un filone specifico» ci dice Antonio Strangio, voce e frontman del gruppo il cui nome è l’acronimo hard rock di Evil Victims Arise.

gli eva«Il nostro rock è caratterizzato da molte influenze, in primis il punk, ma anche l’indie, un po’ di metal, e tutto il crossover... diciamo che la nostra musica è un mix dei nostri ascolti, che periodicamente cambiano, evolvono. I testi raccontano spesso esperienze personali. Tante volte siamo arrabbiati, tristi o delusi, la musica è il nostro sfogo, la nostra via di fuga. Un esperimento che stiamo facendo, invece, ultimamente, nel quale troviamo molta soddisfazione, è quello di darci un tema, raccontare una storia, come se si trattasse di un cortometraggio o di un racconto breve. Ad esempio, “Circus”, una traccia del nostro disco, vuole trasportare l'ascoltatore in un’atmosfera grottesca, un freak show degli inizi del Novecento... ci siamo immaginati questo presentatore coi baffoni a manubrio che parla col pubblico, deridendo il “mostro” in gabbia. Questo è un filone che vorremmo continuare nei prossimi lavori».

Nell'estate del 2014, dopo anni a Milano, Marco e Antonio tornano nella loro terra natale, la Calabria, e decidono di restarci. Ritrovano vecchi amici, ne conoscono di nuovi, e in breve si rimettono a suonare, come facevano prima della partenza. La sinergia è tale da avere pronto il loro primo EP, “Fly Back Home”. Gli EVA nascono così, con la voglia di scoprire una Calabria diversa, arrabbiata, tagliente.

Con Antonio, ci sono Domenico Congiusta, Guido Tassone, Marco Arpaia, Alex Carè. «La nostra formazione musicale è delle più classiche: l'ascolto. Ascoltare chi ha creato le cose che ci piacciono, ma non solo, ascoltare tutto, senza pregiudizi. Ovviamente, da ragazzino non hai la consapevolezza che quello che ascolti sia stato creato da qualcuno, e che quindi si possa rifare, ricreare. Ascolti perché vuoi ascoltare, perché ti piace. Col tempo, diventa fame di conoscenza, più che di riconoscenza ed etichettatura di se stessi. Quando Guccini ha detto, qualche tempo fa, che non ascolta musica, ha fatto scalpore, ed è giusto così... Cosa pensereste di uno scrittore che non legge, o di un avvocato che non frequenta i tribunali? Assurdità».

E la risposta del pubblico?, chiediamo. «Sorprendente! Abbiamo trovato il nostro spazio, e l'affetto e l'accoglienza sono stati fortissimi. Crediamo sia una questione di “dare un’alternativa”... Se non si conosce niente di diverso, non può piacere niente di diverso. Nella Locirde è in atto un fermento musicale importante. È un momento magico, bisogna saperlo sfruttare e guardare oltre. Già la nostra musica folk è esportata in tutto il mondo, ora è il momento di far conoscere anche il nostro rock».